L’area picnic di Intermesoli intitolata all’alpino Di Michele
PIETRACAMELA. Autorità religiose, civili, e militari e ovviamente immancabili i gruppi alpini del Teramano e la rappresentanza militare del 9° reggimento Alpini parteciperanno domani a Intermesoli,...
PIETRACAMELA. Autorità religiose, civili, e militari e ovviamente immancabili i gruppi alpini del Teramano e la rappresentanza militare del 9° reggimento Alpini parteciperanno domani a Intermesoli, frazione di Pietracamela, alla cerimonia d’intitolazione dell’area picnic in memoria di Alfonso Di Michele, alpino del battaglione L’Aquila, protagonista nella campagna di Russia. L’iniziativa è stata organizzata da Corrado Bellisari, presidente dell’Asbuc (Amministrazione separata dei beni uso civico) e dalla presidente della Pro loco Valeria Contasti, con la collaborazione dell’intera comunità intermesolana. «E’ un riconoscimento dovuto», commenta Bellisari, «per il nostro concittadino per la sua preziosa testimonianza storica e per un dovuto onore ai tanti caduti in Russia». «Sin da bambina», racconta Contasti, «ricordo gli alpini che ci aiutavano quando avevamo difficoltà a causa della neve e talvolta per necessità sostituivano le nostre insegnanti a scuola. Tutti gli abitanti di Intermesoli hanno in cuore il corpo degli alpini. Ecco il perché della nostra scelta di onorare Alfonso Di Michele».Nel 1942, all’età di vent’anni, Alfonso Di Michele, nato a Intermesoli, venne sradicato dalle sue terre e mandato a combattere in Russia a ridosso del fiume Don. A seguito di un’offensiva sovietica venne fatto prigioniero e internato nei campi di concentramento: Tambov, in Siberia, e campi di lavoro nel Kazakistan, sono il riassunto della sofferenza di questo giovane alpino e di migliaia di altri prigionieri della tragica campagna di Russia. Dopo ben cinquant’anni di silenzio, Alfonso di Michele raccontò in un diario la sua esperienza di guerra in Russia in quella che è stata definita la campagna militare più sanguinosa di tutti i tempi. Storia, questa, poi pubblicata dal figlio Vincenzo nel libro “Io prigioniero in Russia’’, un volume con oltre 50 mila copie vendute, vincitore di numerosi premi storici e di cultura e vita alpina. Nella vicenda bellica di Alfonso Di Michele si ripercorre una pagina di storia, il glorioso tributo degli alpini del battaglione L’Aquila – di 1855 alpini partiti per la Russia ne rientrarono solo 159 – che ha il pregio di far riflettere il lettore sul significato della guerra, oltre che sul valore degli alpini che vi presero parte.

