L’Arlecchino paga i canoni arretrati

E il Comune cancella la procedura per la decadenza della concessione
GIULIANOVA. Si è chiusa con un lieto fine la vicenda relativa alla concessione demaniale del lido Arlecchino. Ieri infatti la proprietà ha versato i canoni arretrati e il Comune ha cancellato la procedura per la decadenza del titolo concessorio, avviata a inizio ottobre. «L’ufficio demanio del Comune ci ha consegnato il modello di pagamento con le cifre da pagare calcolate sulla base dei canoni tabellari», dice il proprietario Morgan Di Concetto, «subito dopo abbiamo versato la somma di 58mila euro per coprire i canoni mancanti degli ultimi quattro anni e il Comune ha annullato la procedura di revoca della concessione».
La vicenda si era allungata oltre misura a causa di una difformità di interpretazione sul calcolo dei canoni. «Il Comune ci chiedeva di pagare il canone sulla base delle tariffe pertinenziali», spiega Di Concetto, «tariffe sulle quali pende un ricorso al Tar. Secondo la nostra interpretazione invece, fino alla scadenza della proroga della concessione, dobbiamo pagare la tariffa tabellare che viene imposta a tutti i concessionari». Il versamento di ieri, dunque, sana definitivamente la situazione e mette in chiaro che il Lido Arlecchino ha una regolare concessione per cui i titolari sono tenuti a pagare un canone demaniale.
La questione della licenza dell’Arlecchino, o meglio della sua mancanza, era tra i motivi del sequestro disposto a inizio settembre dal tribunale su richiesta della Procura di Teramo. Secondo l’attività di ispezione condotta dagli organi preposti l’intera area, originariamente rilasciata in concessione, veniva utilizzata in assenza di un titolo in regolare corso di validità poiché scaduto e mai rinnovato o prorogato. Il dato era stato suffragato da una relazione del dirigente dell’Ufficio demanio del Comune, secondo cui l’Arlecchino «sembrava non avere la concessione». Lo stesso ufficio che però, a distanza di un mese, chiedeva la decadenza di quel titolo concessorio, evidentemente riapparso. Dopo 24 giorni la struttura è stata dissequestrata e nella motivazione del riesame i giudici hanno affermato la presenza e la completa validità della concessione demaniale.
Mirella Lelli
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