L’Arta chiude il Cirsu: emergenza rifiuti

Impianto fermo da lunedì dopo l’esposto di Di Bonaventura, protesta il Comune di Giulianova
NOTARESCO. Lunedì il polo tecnologico di Grasciano chiude e stavolta, per farlo riaprire, si prospettano tempi lunghi. Martedì scorso, infatti, dopo l’ennesimo esposto di denuncia fatto da Diego Di Bonaventura, sindaco di Notaresco, nei giorni precedenti, l’Arta ha effettuato un nuovo sopralluogo, decretando la chiusura del polo, ex Cirsu (consorzio dichiarato fallito nel settembre 2015), fino a che non verranno effettuati dei lavori, come l’installazione di nuovi biolfitri.
Il Consorzio stabile ambiente dell’Aquila, attuale gestore dell’impianto, è intenzionato a richiedere l’autorizzazione alla curatela fallimentare per effettuare i lavori, ma comunque ha fatto sapere ai Comuni che trasportano i rifiuti lì che gli impianti verranno chiusi per «manutenzione straordinaria», indicando la data di chiusura, lunedì appunto, ma senza dare cenni sulla durata dei lavori o, ancor meno, la data presunta della riapertura. «Questa è la prima battaglia vinta», ha esordito Di Bonaventura, «Mano a mano si arriverà all’epilogo finale. L’Arta ha scritto nero su bianco quello che io dico da anni: così come sono gli impianti non possono funzionare. Se ci saranno gli investimenti e verranno messi norma non ci saranno problemi». Il sindaco, infatti, e anche tutti gli abitanti della vallata di Notaresco, lamentano da tempo emissioni di odori né gradevoli né salutari. Di Bonaventura, inoltre, ha sempre lamentato un mancato ristoro, cioè un compenso economico, al suo Comune per la presenza della discarica.
«Il mio prossimo passo», conclude Di Bonaventura, «stando così le cose, sarà chiedere alla Regione di chiudere l’impianto». La chiusura, comunque, causerà non pochi problemi ai Comuni che lì portavano organico, indifferenziato, carta, plastica e vetro. «La comunicazione ci coglie di sorpresa», ha ammesso Fabio Ruffini, assessore all’ambiente del Comune di Giulianova, «e comunque l'atteggiamento del gestore, cioè il Consorzio Stabile Ambiente, ci appare arbitrario considerato che per effettuare la manutenzione solo su una parte dell'impianto sia stato deciso di chiuderlo interamente, esponendoci a gravi difficoltà. Infatti in brevissimo tempo occorrerà fronteggiare la situazione individuando altri centri di conferimento che si spera non comportino aggravi di costo. In ogni caso scriveremo a Regione e Provincia affinché verifichino la regolarità della condotta posta in essere dal gestore».
Gli impianti erano già stati chiusi parzialmente (per quanto riguardava lo smaltimento dell’organico) all’inizio del 2016 direttamente da Franco Gerardini, dirigente regionale ai rifiuti, sempre per problemi legati a lavori da effettuare, lavori che poi sono stati fatti ma in maniera parziale. Allora, i Comuni dovettero attrezzarsi e portare l’organico altrove fino da gennaio fino a maggio dello scorso anno.
Margherita Totaro
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