«L’Asl teramana dà soldi alle altre»

Il consigliere regionale Pepe lancia l’allarme: così la provincia viene penalizzata
TERAMO. «Lo scorso 28 agosto l’Azienda sanitaria locale di Teramo, per il tramite della direzione strategica aziendale, ha approvato e trasmesso alla Regione Abruzzo e ai consiglieri regionali il “Piano di razionalizzazione della spesa della azienda sanitaria locale di Teramo”, fotografando la situazione attuale e segnalando tutti gli eventuali rischi per le prossime scelte aziendali e regionali. Emerge un quadro preoccupante, rappresentato puntualmente dalla struttura coordinata dal direttore Di Giosia, che vede ancora una volta la nostra azienda locale fortemente penalizzata a livello regionale». Comincia così una nota del consigliere regionale del Pd Dino Pepe, che spiega: «Già lo scorso dicembre in sede di approvazione della rete sanitaria regionale avevo denunciato come Teramo avesse rappresentato il bancomat da cui attingere, attraverso tagli lineari su tutti e quattro i presidi ospedalieri, a vantaggio di altri territori che avevano visto finalmente crescere l’offerta sanitaria dopo il periodo di commissariamento. Teramo relegata al ruolo di cenerentola d’Abruzzo con il complice silenzio degli ex assessori e consiglieri regionali di centrodestra: una vergogna contro la quale presentai decine di emendamenti puntualmente bocciati anche da colleghi della nostra provincia. Oggi scopriamo che tale disegno penalizzante era solo un’anticipazione del quadro ben più preoccupante contenuto nel piano di razionalizzazione».
Pepe sottolinea: «È infatti la stessa direzione strategica della Asl di Teramo a segnalare come “… a differenza della scrivente Asl, l’incremento del quale hanno beneficiato le altre aziende è stato ulteriormente maggiorato dal ripiano delle perdite…” : in parole povere le aziende sanitarie che hanno prodotto maggiori perdite alla fine hanno incontrato la benevolenza della giunta Marsilio intervenuta per tentare di appianare i conti. In termini ancora più semplicistici sono i teramani a pagare le spese per i servizi sanitari della altre province, mentre vedono tagliate le spese nella nostra rete provinciale. Se da un lato finalmente tale drammatica situazione è stata denunciata dalla stessa Asl, purtroppo temo che resterà invece il complice silenzio dei colleghi teramani del centrodestra incapaci di ribellarsi al diktat di un presidente di Regione che continua a curarsi fuori regione».
Pepe evidenzia «un ulteriore aspetto preoccupante, denunciato nella delibera del 28 agosto della Asl di Teramo», ovvero “…la mancanza di assegnazione per investimenti: contrariamente a quanto accade per le altre Asl, la scrivente azienda da molti anni non ha assegnazioni in conto capitale per gli investimenti…”. E commenta: «Anche su questo aspetto Teramo continua a essere penalizzata da una politica regionale, a guida Marsilio, incapace di avere rispetto per un territorio, per i suoi cittadini, per tutti gli operatori sanitari dei nostri presìdi. Negli anni in cui si discute del nuovo ospedale di Teramo, finalmente cade giù la maschera: ad oggi la Regione Abruzzo ha pianificato zero investimenti per l’azienda della nostra provincia. Ce la faranno i colleghi del centrodestra, davanti a un simile grido d’allarme, ad abbandonare logiche partitiche per prendere le difese del territorio che li ha eletti? Personalmente, ancora una volta darò battaglia con i colleghi di opposizione per far si che Teramo e i teramani abbiano la sanità che meritano», conclude Dino Pepe.(red.te)

