L’asporto salva la tradizione delle Virtù

Il piatto del 1° maggio si potrà andare a prendere nei ristoranti. Filipponi: bene, ma rispettate le regole
TERAMO. Virtù sì, ma nel rispetto delle regole. L’ordinanza del governatore Marco Marsilio, che dà il via libera alla vendita di cibo da asporto in ristoranti e pizzerie, rilancia il piatto tipico della festa del 1° maggio. Con i vincoli di distanziamento interpersonale posti dalle norme anticontagio e i locali chiusi almeno fino alla metà del mese, la pietanza più social della gastronomia abruzzese rischiava di segnare il passo. Le consegne a domicilio, consentite anche dalle restrizioni più ferree, avrebbero consentito una diffusione limitata delle virtù per chi non è in grado di prepararle in casa. Lo sdoganamento del cibo da asporto, dunque, renderà meno spoglie le tavole nel giorno della festa dei lavoratori. L’impulso positivo impresso dall’ordinanza regionale è sottolineato dall’assessore alle attività produttive Antonio Filipponi. «Abbiamo immediatamente aggiornato tutti gli esercenti della disposizione», spiega, «che di sicuro ci rende felicissimi perché permette la ripartenza delle attività».
I riscontri da parte dei titolari dei ristoranti, a detta dell’amministratore, sono stati positivi. Tutti si preparano a distribuire le Virtù, ma ci sono comunque regole da rispettare. «Abbiamo chiarito che l’ordinanza impone la consegna su prenotazione e per appuntamento», tiene a precisare Filipponi, «in modo da evitare assembramenti». Tra ritardi e anticipi nel ritiro delle porzioni, però, la situazione potrebbe sfuggire di mano. «Per questo stiamo pianificando controlli sul territorio», annuncia l’assessore, «nel caso in cui all’esterno dei locali si dovessero formare code eccessive». Denunce e multe, insomma, non mancheranno per chi non rispetta le regole. Tra queste Filipponi tiene a ricordare anche il divieto di spostamento fuori Comune: «Le Virtù vanno prese il più vicino possibile a casa».
Gennaro Della Monica
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