L’assessore assicura: «È sabbia non inquinata»

15 Settembre 2015

Roseto, Fornaciari replica a Di Nanna sul ripascimento morbido dell’arenile «È stata prelevata al largo ed è stata analizzata dall’Arta e da laboratori privati»

ROSETO. «Non vi è alcun carico di sabbia maleodorante, tantomeno vi sono rischi per la salute dei turisti». L’assessore comunale a lavori pubblici e ambiente, Fabrizio Fornaciari, rispedisce al mittente le accuse mosse da Vincenzo Di Nanna, segretario di ‘Amnistia, giustizia e libertà Abruzzi’, il quale si è fatto portavoce di quanto segnalato da G.B., un suo assistito (Di Nanna fa l’avvocato) a sua volta testimone oculare dell’operazione che ha anche fotografato. Pomo della discordia un presunto «carico di sabbie scure e maleodoranti, dragate dal porticciolo di Roseto», così scrive Di Nanna, «e scaricato sulla spiaggia lungo la battigia, dove i bagnanti portano i bambini a giocare».

«Il ripascimento realizzato in questi giorni», replica Fornaciari “è un’attività regolarmente autorizzata e la sabbia utilizzata è stata estratta in mare e non in porto. Ovviamente con i relativi permessi di Arta, Regione Abruzzo, Capitaneria di porto e altri enti interessati». Si tratterebbe in pratica di un intervento contro l’erosione costiera, cosiddetto di ‘ripascimento morbido’, finanziato dalla Regione Abruzzo, servizio opere marittime come progetto pilota. «Un intervento coordinato con i lavori di protezione della costa», spiega ancora l’assessore «attraverso la ricarica e la chiusura dei varchi delle scogliere». L’iniziativa è stata quindi realizzata dall’ufficio lavori pubblici del Comune di Roseto e che potrà essere replicata negli altri Comuni costieri dell’intero litorale abruzzese già dalla prossima primavera. «Questo perché», continua Fornaciari, «sono state utilizzate modalità differenti rispetto a quanto realizzato in passato: non solo attraverso analisi accurate dei materiali effettuate da Arta Abruzzo e laboratori di analisi privati, ma anche attraverso tecniche innovative che garantiscono il prelievo di materiali qualitativamente superiori, con la soddisfazione dei balneatori e con costi inferiori rispetto alle tecniche tradizionali usate in altre occasioni». Dunque, tutto sarebbe stato realizzato nel massimo rispetto della normativa vigente, pertanto le accuse sarebbero basate su una mancata conoscenza dell’intervento specifico.

«Tutto il contrario di quanto verificatosi in altri casi», dice ancora Fornaciari, «dove la pubblica amministrazione si è dovuta adoperare per garantire il rispetto della legge e per poter finalmente realizzare opere strategiche a tutela del territorio come, ad esempio, il futuro argine del fiume Vomano a difesa dei comuni di Roseto e di Pineto». Chiaro il riferimento al cantiere nautico sull’argine del Vomano, il cui proprietario è assistito proprio dall’avvocato Di Nanna, che dovrà essere demolito per consentire i lavori sul Vomano. Federico Centola

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