L’Assoturismo sul Green pass: «Per ora pochi disagi nei locali»

TERAMO. «Nell’area costiera teramana, costellata di oltre tremila tra bar, ristoranti, alberghi, chalet, allo stato attuale non si registrano particolari disagi dovuti dall’impatto del Green pass, ma...
TERAMO. «Nell’area costiera teramana, costellata di oltre tremila tra bar, ristoranti, alberghi, chalet, allo stato attuale non si registrano particolari disagi dovuti dall’impatto del Green pass, ma in svariati locali nelle aree interne, che svolgono principalmente attività al chiuso, qualche discussione con la clientela c’è stata»: questo il primo bilancio di Gianluca Grimi, presidente provinciale di Assoturismo-Confesercenti sull’introduzione della certificazione verde, attiva da giovedì.
Grimi ribadisce la massima disponibilità di collaborazione da parte della categoria, pur con qualche perplessità sull’applicazione della norma, e sottolinea: «In sintesi, l’impatto attuale del Green pass nel teramano è poco significativo per le attività, ma abbastanza significativo invece, sulla propensione al consumo da parte delle famiglie. Il vero banco di prova sarà comunque il pranzo di Ferragosto: lì si noterà l’impatto psicologico sui clienti, che potremmo misurare in termini numerici». Sul rapporto fra esercenti e clientela con questa nuova realtà aggiunge: «Uno dei temi connessi all’utilizzo del Green pass è la richiesta del documento d’identità, che è l’aspetto più delicato ed è anche legato alla presenza del titolare in azienda: a poco vale la delega che il titolare fa al dipendente, sia legalmente che fattualmente, e non rari sono i casi di rifiuto, peraltro supportati da ottime motivazioni, da parte dei dipendenti. È un compito che non sentono loro perché va ben oltre la mansione di un addetto ai servizi di sala o bar». Il presidente di Assoturismo si mostra abbastanza preoccupato per la prossima stagione, dove inevitabilmente si tornerà a consumare al chiuso: «Già a settembre ci si dovrà misurare con la “quotidianità” di utilizzo del Green pass al chiuso. Francamente, per quel periodo, speriamo nel pieno successo della campagna vaccinale, che, a nostro giudizio, sarà il vero spartiacque tra una situazione surreale e il ritorno alla normalità. Grande è la paura di un altro inverno sottotono, quindi chiediamo a tutti di vaccinarsi».
Stefania Gervasini
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