L’ateneo si mobilita con la marcia della pace

15 Marzo 2022

Ucraina, a fine mese il corteo delle università. A Montorio bandiere arcobaleno, profughi a Giulianova

TERAMO. Continua nel Teramano la mobilitazione per l’Ucraina, tra iniziative di solidarietà e accoglienza dei profughi. Si è vestito di arcobaleno il Colle di Montorio, la parte più antica e colpita dagli eventi sismici, con le bandiere della pace nei caratteristici vicoli, sulle impalcature e le transenne delle case inagibili. A promuovere l’iniziativa alla quale hanno partecipato gli alunni della scuola materna che hanno realizzato una speciale bandiera con le impronte delle loro manine, le cittadine Elvira Manilii, Annalida Alfonsi e Annalisa Mammarella che ha curato anche un’installazione dedicata alle donne della pace.
Una marcia per la pace a sostegno dell’Ucraina che si svolgerà a Teramo sabato 26 marzo alle 10 è l’iniziativa ideata dal rettore dell’università Dino Mastrocola e promossa dalle quattro università abruzzesi, dall’Istituto di fisica nucleare del Gran Sasso, dall’Istituto zooprofilattico, dall’Osservatorio di Collurania, dai Conservatori musicali di Teramo, L’Aquila e Pescara e con “Teramo città universitaria". «La pace è cultura», è lo slogan che abbiamo scelto insieme, ha spiegato Mastrocola, «è per ribadire il valore e il ruolo centrale della cultura nella costruzione di una pace duratura che le istituzioni abruzzesi hanno fatto cerchio, unendosi per la prima volta insieme in questa manifestazione». Per l’ospitalità della popolazione ucraina le manifestazioni di disponibilità di alloggi dei privati nell’ambito delle strutture recettive del territorio provinciale dovranno essere inoltrate all’Agenzia regionale della Protezione civile esclusivamente all’indirizzo mail emergenza@regione.abruzzo.it entro e non oltre le 24 del 20 marzo.
A Giulianova sono arrivate domenica intorno alle 13, le due famiglie di profughi ucraini “ospiti” dei volontari dell’associazione Colibrì. I volontari hanno caricato le due famiglie da Sighetu Marmatie, città rumena di confine con l’Ucraina, a ritorno del viaggio per un’iniziativa umanitaria. «Si tratta di due giovani mamme con due adolescenti a carico ciascuna», riferisce la presidente di Colibrì Ambra Di Pietro, «i profughi sono stati subito condotti al pronto soccorso dell’ospedale sia per gli accertamenti che per effettuare i tamponi, risultati tutti negativi. Attualmente le due famiglie si trovano nel residence Felicioni di Roseto, dove dovranno osservare la quarantena per 5 giorni. Ci auguriamo che a termine della quarantena le famiglie possano essere trasferite a Giulianova». Anche il comune, da diversi giorni, si è attivato per accogliere i profughi ucraini. Dice il vicesindaco Lidia Albani: «I servizi sociali del comune ed il Coc con la Croce rossa, sono attualmente i punti di riferimento. Ci sono anche pervenute offerte da parte di privati cittadini, che si sono resi disponibili per l’accoglienza dei profughi.M olti dei nostri albergatori inoltre, stanno rispondendo ad un avviso della protezione civile regionale, per l’accoglienza nelle strutture ricettive».(a.d.f.-s.g.)
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