L’Ater vende le case basse di via Piave

15 Marzo 2022

Messi sul libero mercato sette fabbricati per complessive 16 unità immobiliari, la base d’asta è di 363mila euro

TERAMO. Il consiglio di amministrazione dell’Ater di Teramo ha deliberato ieri di mettere in vendita le cosiddette “casette basse” di via Piave, un complesso di edilizia residenziale pubblica la cui edificazione risale alla fine degli anni Quaranta e che era stato utilizzato a lungo come “case parcheggio”, ovvero per dare sistemazione provvisoria a persone in attesa di una casa popolare.
Sul sito dell’Ater da oggi compare un avviso di vendita, al quale gli interessati dovranno rispondere entro trenta giorni, nel quale il prezzo a base d’asta viene fissato in 363mila euro sulla base di una perizia di stima redatta dall’ufficio tecnico e gestione patrimoniale dell’Ater. Cosa viene messo sul mercato, nel dettaglio? Si tratta complessivamente di 16 unità immobiliari ricomprese in sette fabbricati: 12 alloggi e quattro aree inedificate. Per metterle in vendita l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale guidata dalla presidente Maria Ceci ha dovuto chiedere l’autorizzazione alla Regione e motivare la scelta con il fatto che quegli immobili hanno perso, nel tempo, le caratteristiche di edilizia sociale per cui erano stati costruiti. In questo modo vengono “sganciati” dal controllo della Regione e diventano esclusiva proprietà dell’Ater, che può disporne come vuole.
Con il progressivo trasferimento degli occupanti, negli anni Novanta le “casette basse” di via Piave, allo scopo di evitare effrazioni e occupazioni abusive, erano state private delle utenze e dei tramezzi interni e tutti gli accessi esterni erano stati murati. Insomma, pur figurando nello stato patrimoniale attivo del bilancio dell’Ater, di fatto erano un “peso morto” da oltre vent’anni.
La decisione di venderle nasce dunque da esigenze di bilancio e può rappresentare una grande opportunità di risanamento per un ente che da tempo ha i conti in sofferenza. Peraltro, se la vendita andasse a buon fine, si sanerebbe una situazione di evidente degrado che riguarda una zona ormai considerata quasi centrale della città. Chi acquista, essendo la destinazione d’uso di quell’area residenziale, potrebbe costruire nuove case in una posizione decisamente favorevole, a ridosso di un quartiere pieno di servizi e attività com’è quello della stazione e lungo l’asse viario principale della città.
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