L’attacco di Mariani: «Mai convocato il tavolo sulla sanità»

TERAMO. «Mentre la Regione penalizza la sanità teramana non vi è nessuna traccia del tavolo istituzionale provinciale promesso dal presidente Di Bonaventura, ma mai convocato». Comincia così una nota...
TERAMO. «Mentre la Regione penalizza la sanità teramana non vi è nessuna traccia del tavolo istituzionale provinciale promesso dal presidente Di Bonaventura, ma mai convocato». Comincia così una nota di Sandro Mariani, consigliere regionale di centrosinistra, sul tema del riordino della sanità in Abruzzo e di conseguenza nel Teramano.
«Sono passati 45 giorni», continua Mariani, «dalla mia richiesta al presidente della Provincia di Teramo di convocare un tavolo istituzionale provinciale, che veda la presenza di tutti i consiglieri regionali della provincia di Teramo, del presidente e dei componenti del Comitato ristretto dei sindaci, per elaborare una proposta unitaria di riordino della rete ospedaliera teramana e per ragionare su come impiegare i fondi previsti per il territorio dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ma al netto delle rassicurazioni ricevute anche a mezzo stampa da Diego Di Bonaventura, non si ha alcuna notizia», ribadisce il capogruppo di “Abruzzo in Comune” in consiglio regionale.
Mariani fa rilevare come ieri il presidente della Regione Marco Marsilio e l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì abbiano tenuto una conferenza stampa per presentare la proposta di riordino della rete ospedaliera abruzzese, «ma a Teramo», rileva, «nulla si è mosso, ma soprattutto nulla è stato fatto per far sentire le ragioni e le giuste ambizioni del nostro territorio».
Prosegue Sandro Mariani: «Quando il 19 giugno il presidente Di Bonaventura dichiarò che avrebbe convocato il tavolo istituzionale provinciale a giorni speravo francamente che, almeno questa volta, avrebbe mantenuto la parola, devo invece constatare, per l’ennesima volta, che sui problemi del nostro territorio continua a “fare melina”, con annunci e discorsi “ecumenici” di fantomatiche mediazioni che, ogni volta, si trasformano in un nulla di fatto per la provincia di Teramo. Così, mentre la Regione Abruzzo sta decidendo le sorti della sanità abruzzese e teramana, Di Bonaventura e gran parte del centrodestra locale attendono in silenzio l’esito di decisioni che sono state prese “sopra le nostre teste”, dimostrando ancora una volta sudditanza politica (e non solo) e poca attenzione agli interessi dei teramani», conclude Mariani.(red.te)
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