L’autopsia conferma: ucciso dall’elica

20 Agosto 2019

Fatali le lesioni alla testa, disposta anche una perizia tecnica sul motore per accertare la compatibilità con le ferite

SILVI. Il risultato dell’autopsia è un primo punto fermo in un’inchiesta che si annuncia complessa. Niente malori, nessun annegamento: il 63enne ex marittimo di Silvi Mario D’Eustacchio è morto per le lesioni provocate dall’elica della barca che sabato pomeriggio lo ha travolto mentre nuotava. Un impatto violento che ha provocato fratture importanti alle ossa facciali. Così ha accertato l’esame svolto nel pomeriggio di ieri dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra (delegato dalla Procura) alla presenza del medico legale Gabriele Paolini, il consulente nominato dall’indagato, l’uomo accusato di omicidio colposo e che la sera della tragedia si trovava al comando della piccola barca da pesca che secondo l’accusa avrebbe travolto l’anziano. E proprio per avere conferma di questo il pm Greta Aloisi, titolare del fascicolo, ha disposto per oggi un accertamento tecnico sull’elica della barca per accertare la compatibilità tra quest’ultima e le ferite sulla vittima. All’esame prenderanno parte un ingegnere nautico e lo stesso anatomopatologo.
Va precisato che al momento non sono in corso indagini sul coinvolgimento di altre imbarcazioni nel drammatico incidente avvenuto al circa 600 metri dalla riva: investigatori e inquirenti sono concentrati sulla piccola barca da pesca sequestrata. Intanto, con il passare delle ore, la dinamica emerge con maggiore chiarezza. A cominciare dal fatto che a dare l’allarme sia stato lo stesso pescatore: è stato lui a chiamare la capitaneria di porto. E sempre secondo una prima ricostruzione sembra che l’incidente sia avvenuto sul cosiddetto corridoio di lancio, ovvero il tratto di mare usato dalle imbarcazioni per poi raggiungere il largo. Il pescatore, infatti, stava andando a calare nasse e reti. La tragedia si è verificata nello specchio di mare antistante il tratto di spiaggia libera che si trova davanti alla pineta del Pescatore. È il luogo in cui D’Eustacchio, esperto nuotatore ed appassionato di lunghe nuotate al largo, trascorreva molti pomeriggi estivi. Gli amici raccontano che quando la spiaggia si svuotava a lui piaceva immergersi in mare per nuotare fino al largo. Una passione, quella del mare, che è di famiglia. Il fratello Enzo, infatti, è un armatore di Silvi, proprietario di una vongolara. La salma questa mattina arriverà a Silvi con la camera ardente allestita nella casa funeraria “Pianacce”, in via Maestri del Lavoro. Alle 11 l’ultimo saluto nella chiesa dell’Assunta.
(ha collaborato
Domenico Forcella)
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