L’autopsia: il pilota è morto annegato

Ma sono gravi anche i traumi riportati nell’impatto. Il super consulente della procura esamina i resti dei velivoli
TERAMO. E’ un primo importante tassello nel puzzle che investigatori e inquirenti stanno cercando di ricomporre per dare un perchè allo scontro aereo avvenuto domenica pomeriggio sulla spiaggia di Tortoreto. Ma certamente non l’unico. La prima ipotesi dell’autopsia, eseguita ieri pomeriggio all’obitorio di Teramo dall’anatomopatologo Antonio Tombolini dell’università di Ancona, è che Marco Ricci, 47 anni, di Siena, sia morto annegato nel suo monoelica finito in acqua dopo il violento impatto con l’altro aereo con cui stava compiendo delle acrobazie in attesa delle esibizioni delle Frecce tricolori ad Alba, manifestazione poi annullata.
E’ una prima ipotesi visto che per avere la certezza sulle cause della morte bisognerà fare ulteriori approfondimenti e aspettare i risultati annunciati tra sessanta giorni. Nell' impatto con l’acqua l'uomo ha riportato diversi traumi, alcuni dei quali così gravi da poter rappresentare delle concause del decesso. Chiarimenti importanti sulle cause della morte arriveranno dagli esami tossicologici effettuati in questi giorni dal tossicologo Rino Froldi e dai successivi approfondimenti sui campioni prelevati nel corso dell'esame autoptico. «Sono emersi dati importanti sia traumatici che naturali», ha detto Tombolini, «adesso andranno fatti approfondimenti».
Nello scontro di domenica pomeriggio è rimasto illeso Luigi Wilmo Franceschetti, 43 anni, di Brescia, che era nell’altro aereo. L’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo e disastro aviatorio: un atto dovuto anche se dalle immagini sembra che a causare la tragedia sia stato l’altro pilota. Dalle immagini catturate dai tanti video girati dalle persone che si trovavano sulla spiaggia, infatti, sembra improbabile l’errore e sembrano prevalere le ipotesi di un improvviso malore o di un guasto. E proprio per fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente il pm Stefano Giovagnoni, titolare del caso, ha nominato il consulente Tarcisio Carollo, ingegnere aeronautico, ritenuto uno dei massimi esperti italiani. Ieri pomeriggio Carollo, a bordo di un modernissimo ultraleggero capace di raggiungere i 330 chilometri orari, è arrivato nel campo volo Val Vibrata di Corropoli dove si trovano i resti dei due aerei coinvolti nel disastro. Carollo, il pm e il comandante dell’ufficio marittimo di Giulianova Sandro Pezzuto, accolti da Alfredo Di Cesare, responsabile del campo volo Val Vibrata, hanno fatto una prima ricognizione dei mezzi. L’incarico ufficiale, con i quesiti a cui l’esperto dovrà rispondere, arriverà a metà della prossima settimana. Tanti gli elementi a disposizione del consulente, dai filmati delle microcamere montate sui due ultraleggeri alle tracce Gps che saranno esaminate con software sofisticati in un'indagine di livello che consentirà anche di stabilire la tracciabilità dei percorsi. In questi giorni la procura ha già acquisito diversi video e immagini girati dai tanti che al momento dell’incidente si trovavano sulla spiaggia. Altre immagini sono state acquisite ieri. In un video girato da alcuni testimoni si vede chiaramente che uno dei due aerei, quello pilotato da Ricci, si sposta lentamente dalla traiettoria prestabilita ed entra in collisione con l’altro velivolo: l’aereo della vittima precipita in mare, inabissandosi a poche centinaia di metri dalla riva. Franceschetti, invece, riesce ancora a pilotare il suo aereo ed effettua una disperata manovra di ammaraggio a pochi metri dalla battigia: il suo monoelica si abbassa sull’acqua, alta in quel punto poche decine di centimetri, probabilmente si pianta con le ruote anteriori nella, sabbia e si catapulta in vanti rovesciandosi. Una scena agghiacciante per le tante persone che erano sulla spiaggia ad assistere alle acrobazie. Questa mattina il pm rilascerà il nulla osta per la sepoltura di Ricci.(d.p.)
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