L’autopsia: ucciso da più colpi alla testa

Ricostruita la dinamica della mortale aggressione, lungo interrogatorio nella notte di alcune persone informate sui fatti
TERAMO. Le prime certezze dell’autopsia imprimono una sferzata alle indagini che si muovono già in una direzione ben precisa. Perché il lungo esame (iniziato intorno alle 16.30 e finito dopo le 21.30) ha fornito quelle conferme che gli investigatori aspettavano per poter chiudere il cerchio. Già con alcuni interrogatori di ieri sera.
L’assassino di Cristian Muntianu ha lasciato tracce che potrebbero portare alla sua identificazione. Perchè come sempre succede negli omicidi i corpi parlano. E anche quello del 47enne romeno senzatetto ucciso e nascosto sotto un cumulo di detriti lo ha fatto. L’autopsia eseguita ieri dal medico legale Cristian D’Ovidio su delega del pm Andrea De Feis ha confermato la presenza di svariati colpi alla testa che hanno provocato una emorragia cerebrale e che sono stati sferrati con un oggetto che è stato trovato sul posto. Perchè chi ha ucciso conosceva la vittima e il posto frequentato soprattutto da tossicodipendenti e spacciatori e ha lasciato tracce. Importanti per i carabinieri che sono convinti di poter recuperare il tempo intercorso tra l’omicidio, avvenuto in coincidenza della scomparsa dell’uomo e che potrebbe essere più di due settimane, e la scoperta del cadavere.
Un assassino che dopo aver ucciso molto probabilmente è tornato sul posto per spostare il corpo e portarlo da un piano all’altro della palazzina mai ultimata che si trova dietro al centro commerciale Il Grillo e che da tempo è ritrovo di senza tetto, balordi, spacciatori. Quasi tutti conosciuti dalle forze dell’ordine, dai carabinieri che hanno messo insieme testimonianze e delle immagini riprese da un sistema di videosorveglianza della zona in una prima dinamica dei fatti.
Muntianu passava le sue giornate chiedendo l’elemosina davanti ad alcuni negozi e già qualche mese fa era stato aggredito da qualcuno che lo avrebbe rapinato di quel poco che ogni giorno riusciva a mettere insieme. Per quell’aggressione non aveva fatto nessuna denuncia.
Il corpo del 47enne romeno sparito da più di due settimane e solo da pochi giorni al centro di ricerche, è stato trovato lunedì pomeriggio al piano interrato dell’edificio mai ultimato che si trova alle spalle del centro commerciale Il Grillo di Villa Rosa, a pochi metri da quello che da tempo era diventato il suo rifugio di senzatetto. Tra rifiuti, un vecchio materasso e cartoni. Un corpo in stato di decomposizione, con tante ferite alla testa e tante altre al viso, all’addome, alle braccia. Chi l’ha ucciso lo ha fatto nell’area che si trova sopra e poi ha trasportato il corpo da un piano all’altro coprendolo con inerti e lastre di catrame, di quelle che solitamente si trovano nei cantieri. Nessuno ha notato quel cumulo comunque insolito di materiale, nessuno si è allarmato per l’odore: a trovare il cadavere sono stati i cani molecolari dei carabinieri di Bologna che ieri hanno perlustrato tutto il vecchio edificio.
I negozianti della zona hanno raccontato che l’uomo non aveva mai dato fastidio, che si accontentava di pochi spiccioli per comprare le sigarette e un cartone di vino. A tutto il resto Cristian aveva rinunciato da tempo.
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