L’azienda che piace all’Europa

2 Dicembre 2015

Inviati della Commissione a “I salumieri di Castel Castagna”, stabilimento nato con i fondi di Bruxelles

BASCIANO. Giuseppe ha 78 anni, le mani segnate dal lavoro e dalla fatica, corpo minuto, ma forte, occhi circondati da rughe, ma pieni d'orgoglio. Lui è il capostipite della famiglia Di Bernardo, un uomo abituato a sporcarsi le mani nella terra e nelle stalle da sempre. Coraggioso e lungimirante ha saputo, con la logica dei piccoli passi, trasformare una piccola azienda di famiglia in una realtà apprezzata in tutta Italia e non solo. Con sua moglie Adina ha avuto 5 figli: Corino, Fulvia, Piera, Angela Maria e Milva e sono loro oggi a gestire questa importante realtà: "I salumieri di Castel Castagna".

E sono i suoi occhi i primi stupirsi ogni volta che le varie celle frigorifere vengono aperte per far vedere agli ospiti quel che si produce. Ieri nella sua azienda c'erano ospiti importanti: la delegazione della Commissione europea al completo guidata dall'assessore regionale alle politiche agricole, Dino Pepe. La commissione, in visita in Abruzzo in occasione del comitato di sorveglianza del Programma di sviluppo rurale 2014/2020, ha visitato lo stabilimento che si trova a Basciano per visionare quanto realizzato con il Psr 2007/2013. L'azienda, infatti, ha ottenuto circa 9 milioni per l'ammodernamento dell'attività.

Grazie a questi fondi è stato creato uno stabilimento all'avanguardia di circa 5mila metri quadrati, sviluppato su 4 piani. Lo stabile, nel quale lavorano circa 25 addetti, è stato inaugurato il 9 giugno del 2013, un'eccellenza dal punto di vista della tecnologia e del rispetto delle norme di igiene, sicurezza e qualità. Per queste ragioni è stato preso come esempio, una buona pratica, da far visitare alla delegazione della Commissione europea che è rimasta molto stupita dalla pulizia e dalla cortesia della gestione dell'attività. L'azienda, che si presenta come tecnologica e tecnicamente avanzata, mantiene intatto il calore umano tipico del salumiere da bottega.

Merito della naturale cortesia delle proprietarie e del loro papà. Giuseppe ha il cuore in agitazione e pieno di emozione quando sente parlare le figlie, ancor più quando, passeggiando tra i vari ambienti della produzione, si arriva a quello nel quale lavora il nipote. Un orgoglio che si percepisce nel respiro, nella postura, nel sorriso. Osserva tutti e tutto quello che lo circonda. Fa notare i profumi prima che le porte dei locali che ospitano i salumi si aprano. Ha una storia importante e vuole comunicarla, farla conoscere. Così fa da guida tra le personalità di varie nazionalità presenti: chi parla francese, chi il lettone. Ma per lui non servono interpreti, quello che vuole dire passa con facilità. «La nostra è un'azienda partita da un piccolo allevamento di suini cresciuto di anno in anno», spiega Fulvia, una delle titolari, «abbiamo un allevamento di circa 25mila maiali, che si trovano in tre diverse strutture (a Castel Castagna, Colledoro e Arsita) in cui lavorano altri 20 dipendenti e circa 500 ettari di terreno per la loro alimentazione. Un'azienda che riesce a garantire la genuinità dei prodotti e il controllo della filiera. Ogni fase produttiva è gestita da noi, dall'allevamento alla macellazione, dalla trasformazione alla stagionatura».

«Era doveroso», commenta Pepe, «portare la commissione in questo stabilimento, come abbiamo fatto con l'azienda vitivinicola Torre dei Beati di Loreto Aprutino e il birrificio Grignè di Corropoli. Tre ottimi esempi di utilizzo efficace dei fondi europei». Uno stabilimento in grado di produrre alte quantità di salumi, porchette, wurstel e molto altro e di rispondere a un ampio mercato, va dalla grande distribuzione ai piccoli negozi. Giuseppe nonostante l'età non ha cessato la sua attività, è lì, controlla, guarda, ammira. Non ti accoglie con la cravatta, ma con un semplice maglione. Così le figlie, tutte alla mano, nonostante gli impegni. Si fanno chiamare salumieri, non imprenditori. Così si sentono, è il segreto del loro successo.

Evelina Frisa

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