L’esame ai tempi del coronavirus Gli studenti: «Anno complicato»

17 Giugno 2021

Da ieri i ragazzi sono impegnati nell’unica prova del colloquio di un’ora su tutte le materie All’uscita dalle scuole tutta l’emozione dopo i mesi difficili trascorsi con la didattica a distanza

TERAMO. “Buona la prima” per gli studenti teramani che ieri mattina hanno affrontato il primo giorno di esame di Stato a prova di Covid-19. Per il secondo anno la maturità è stata riadattata alla pandemia in corso: eliminate le prove scritte, il tutto si decide in un maxi-orale omnicomprensivo a “porte chiuse” di una sessantina di minuti. Sempre con il rispetto del distanziamento, dell’uso della mascherina e con un solo accompagnatore per maturando.
Un esame che arriva a pochi giorni dalla chiusura della scuola, «un fatto penalizzante perché abbiamo avuto troppo poco tempo per ripassare tutte le materie», come hanno confidato alcuni studenti, «e soprattutto dopo un anno di didattica a distanza che è stato devastante, avvilente, duro da superare perché ci ha resi apatici e ci ha estraniato dalla quotidianità e dalle emozioni che si provano nello stare in classe con i propri compagni».
Ma anche in tempi particolari gli esami di maturità svelano emozioni e ansie, preoccupazioni e sogni nel cassetto e portano, una volta sostenuti, una grande gioia.
«Mi sono data, per dirla alla Leopardi a uno studio “matto e disperatissimo” e il poeta di Recanati è stato uno dei miei argomenti d’esame», ha raccontato Laura Caporale del liceo classico a indirizzo Cambridge, la prima a terminare la prova in tutta la scuola e che ha festeggiato stappando una bottiglia di spumante sugli scalini con la standing ovation delle amiche. «Gli insegnanti mi hanno messa a mio agio», ha aggiunto, «ringrazio mia nonna che mi ha accompagnata e mi ha trasmesso la passione per la cultura classica».
Beatrice Ferretti del liceo coreutico è stata la seconda a sostenere l’esame con una tesina sul mondo del folclore e all’uscita, soddisfatta per la prova, ha trovato il fidanzato ad abbracciarla.
La mamma Sabrina e la sorella Benedetta hanno sostenuto Francesca Iacone del liceo scientifico “Einstein”, che in attesa di essere chiamata si è messa a ripassare la tesina sull’induzione elettromagnetica. Fiori, coriandoli, applausi e spumante hanno “colorato” l’uscita dal “patibolo”, come simpaticamente ha definito l'aula con la commissione un gruppo di studenti e in molti si sono affidati a speciali portafortuna.
«Non poteva mancare la mia mascotte, il mio cane labrador Camillo che mi ha fatto feste ed effusioni», ha detto Maria Carmen Ciarelli del classico Cambridge, «ora si rinizia a studiare per il test di ammissione a medicina».
La stanchezza non è mancata dopo una notte trascorsa sui libri. «È stata proprio una “notte prima degli esami” a tutti gli effetti, perché ho ascoltato quel brano di Venditti una decina di volte», ha riferito Federico Silletti del classico, «proverò a entrare nelle forze dell’ordine, il mio sogno da bambino».
C’è chi, come Sara Quintini del classico europeo, deve sostenere l’esame nei giorni prossimi, ma non è voluta mancare per dare forza alle compagne di classe e per rendersi conto di "che aria tira".
E chi come Federico Celli sta pianificando già la sua iscrizione a ingegneria informatica a Bologna.
Ma dopo la fatica arrivano i festeggiamenti, ovviamente nei limiti imposti dalla normativa anti-Covid e le vacanze con il tanto agognato riposo. Senza, però, perdere di vista il futuro: chi è proiettato a proseguire gli studi e chi a buttarsi nel mondo del lavoro.
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