L’esaurito di “Pigro” scatena la polemica sulla cultura in città

2 Dicembre 2014

Il Pd: organizzatori lasciati soli, Brucchi non ha sensibilità La replica: non ci sono soldi e non riusciamo a fare di più

TERAMO. Prima il video pubblicato da Filippo Graziani sulla sua pagina Facebook, oltre 7.500 visualizzazioni, 250 "mi piace", 80 condivisioni, tanti commenti, delusi, arrabbiati, sospettosi. Poi, ieri, in municipio la conferenza stampa nervosa degli organizzatori, preceduta dal critico comunicato di una consigliera d'opposizione. Insomma, a due giorni dalla 17ª edizione di "Pigro. Omaggio a Ivan Graziani", in programma giovedì 4 al teatro Comunale, mugugni e polemiche non mancano. Il casus belli? Anche quest'anno resteranno fuori dal teatro in centinaia. I biglietti invito, come sempre gratuiti, sono finiti in un lampo. Già il 25 novembre il Comune annunciava che i tagliandi erano esauriti e i posti già tutti assegnati. Apriti cielo. In tempi di odio verso la casta in tanti hanno sospettato, forse a ragione, che gli inviti siano stati rastrellati dai politici per familiari e famigli. Il malumore ha trovato sfogo sulla bacheca di Filippo Graziani. Il figlio del grande Ivan, a sua volta cantautore (fresco vincitore della Targa Tenco) nonché anima di Pigro insieme alla madre Anna Bischi Graziani, in un video postato sabato invita a protestare («lamentatevi, inc...atevi») con il Comune che riserva alla manifestazione una sola serata in teatro. Nei commenti anche soluzioni alternative: diretta su maxischermo, Parco della Scienza, Pala Scapriano, piazza Martiri, stadio di Piano d'Accio.

Alla delusione di chi resterà fuori dal Comunale fa eco il comunicato di Francesca Chiara Di Timoteo, consigliera comunale Pd, che accusa l'amministrazione Brucchi di «scarsa sensibilità culturale», sottolineandone «la triste attitudine a lasciare soli gli organizzatori che vogliono offrire alla nostra città eventi che qualificano l'offerta culturale». Lamentando che gli «aperistreet sembrano essere diventati gli eventi simbolo della città», Di Timoteo prosegue osservando che per Pigro «ogni anno si ripresenta lo stesso problema». Nella conferenza stampa di ieri Filippo Graziani ha ribadito che Pigro, richiesto da altre città, potrà restare a Teramo se il Comune ripenserà l'assetto della manifestazione, estendendola su più serate.

Il sindaco Maurizio Brucchi ha buttato acqua sul fuoco delle polemiche ma ha fatto balenare fosche previsioni per il 2015: «Il Comune non riesce a garantire i servizi alle persone bisognose. Per la cultura non riusciamo a fare di più. E l'anno prossimo sarà peggio, con la Regione che taglierà il 98 per cento dei finanziamenti alla cultura. Si potrebbe pensare a un biglietto per Pigro, di 5 o 10 euro. I teramani vogliono bene a Ivan Graziani, sono certo che accetterebbero di aiutare la manifestazione». Contrario Filippo, Anna Bischi Graziani sarebbe invece disposta a introdurre un biglietto, a un prezzo popolare. Tirati in ballo dal comunicato della piddina Di Timoteo, l'assessora alla cultura Francesca Lucantoni ha suggerito di far diventare Pigro un premio regionale, mentre il consigliere Guido Campana ha ipotizzato come futura sede di Pigro il Pala Scapriano, capace di 4mila posti ma bisognoso di un adeguamento dell'acustica.

Oggi intanto conferenza dell'associazione Teramo Nostra sulla chiusura della sala espositiva comunale di via Palma, destinata a ospitare l'Urp. Il titolo dell'incontro: “È finita la cultura a Teramo?”.

Anna Fusaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA