L’Europa darà 4 miliardi per la ricostruzione

Brucchi a Bruxelles: «Grande risultato, hanno capito le nostre difficoltà»
TERAMO. Mentre alla Camera la prima parte della discussione sugli emendamenti al decreto sisma ha visto, ieri, una serie di bocciature (ma sarà quella di oggi la seduta decisiva), l'Europa è pronta a stanziare più di quattro miliardi di euro per la doppia emergenza di terremoto e maltempo. Da Bruxelles il sindaco Maurizio Brucchi torna con quest'impegno da parte del Parlamento europeo.
QUI BRUXELLES. Insieme ai suoi omologhi di Ascoli, Spoleto, Tolentino e Acquasanta Terme il primo cittadino teramano, su invito del presidente Antonio Tajani, ha partecipato alla seduta per la celebrazione del 60° anniversario dell'Unione. «Emozione ma determinazione»: Brucchi sintetizza così il suo stato d'animo nell'impatto con la massima istituzione continentale. «Ho avuto la grande opportunità di rappresentare la mia città, l'Abruzzo e tutti i territori colpiti dalle calamità», racconta, «ho potuto così dire a tutta l'Europa che bisogna fare di più per un'area che rischia di morire». Sia di fronte all'assemblea che nel colloquio con Tajani il sindaco ha richiamato l'esigenza di non limitarsi a riparare i danni materiali. «In particolare mi sono soffermato sulla necessità che venga sostenuto fortemente il tessuto economico delle aree terremotate, che già prima del sisma mostrava chiari segni di sofferenza e che, ora sta attraversando un momento di grandissima debolezza», evidenzia, «la ricostruzione ci sarà ma c'è la necessità di ricostruire un'intera comunità». La risposta delle massime istituzioni europee non si è fatta attendere. «Oltre all'impiego dell'importante stanziamento di circa due miliardi di euro», fa sapere Brucchi, «la commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo ha approvato la proposta di coprire i costi di ricostruzione causati da disastri naturali anche attraverso il Fers, il fondo europeo di sviluppo regionale». L'Unione, a conti fatti, metterà a disposizione altri 2,2 miliardi che il governo italiano dovrà distribuire in accordo con le Regioni. A queste ultime spetterà la programmazione degli interventi e dunque il sindaco chiederà al governatore Luciano D'Alfonso di aprire subito un tavolo con tutti i Comuni danneggiati da maltempo e terremoto per concordare le iniziative. Durante la visita nei palazzi dell'Unione Brucchi e gli altri sindaci hanno incontrato anche la struttura tecnica che supporta la Commissione europea da cui hanno ricevuto indicazioni sulla possibilità di reperire ulteriori risorse attraverso il "piano Juncker". «Non finisce qui insomma», sintetizza il primo cittadino teramano, «Tajani ci ha assicurato che questo è stato solo primo passaggio e che l'attenzione dell'Europa nei confronti dei territori colpiti dall'emergenza resterà alta». Brucchi ha anche chiesto al presidente del Parlamento europeo di assumere un ruolo di mediazione rispetto al riconoscimento della zona franca, che rafforzerebbe gli sgravi fiscali e contributivi per i centri del cratere sismico. «E' stata una giornata molto positiva», conclude il sindaco, «l'Europa ha capito la difficoltà in cui ci troviamo e ha garantito risorse importanti per la nostra rinascita».
QUI ROMA. Alla Camera dei deputati, invece, ieri sono stati bocciati gli emendamenti sull’allargamento del cratere sismico abruzzese che venivano dall’opposizione (Forza Italia e Movimento 5 Stelle). Oggi dalle 15 prosegue l’esame e ci sono altri emendamenti simili da esaminare, che vengono da esponenti di maggioranza. Ma, a giudicare dal dibattito di ieri, non ci sono molte speranze né di allargare il cratere ad altri comuni né di garantire i benefici fiscali a tutti i residenti (quindi non solo ai danneggiati) di Teramo e degli altri comuni piùgrandi colpiti dal sisma. Un emendamento accantonato – cioè, in sintesi: il governo prende tempo per rifletterci – è quello che prevede di dare 3 milioni all’Adsu di Teramo per la nuova residenza studentesca. La speranza che passi c’è. In ogni caso il governo non ha messo la fiducia sul decreto sisma e questo lascia delle speranze fino alla fine.(g.d.m.-d.v.)
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