L’ex partigiana di 97 anni «Il Covid è come la guerra»

21 Febbraio 2021

Montorio, l’anziana ha ricevuto la prima dose nel palazzetto dello sport: «Dobbiamo combattere questo nuovo nemico con lo stesso coraggio di allora»  

MONTORO AL VOMANO. «Il coronavirus è come una guerra, anche se diversa, ma i morti ci sono come c’è la paura. Il vaccino è la nostra arma per combattere questo nemico che ci sta togliendo tutto e sono felice di averlo fatto». È emozionata, e le si legge negli occhi, ma lucida e fiduciosa, come rivela il grande sorriso, Redenta De Angelis, la 97enne di Montorio al Vomano che ieri mattina si è sottoposta alla prima somministrazione del vaccino anti-Covid19.
L’anziana signora è recata con le sue gambe al palazzetto dello sport cittadino adibito a postazione vaccini, piena di entusiasmo e con la forza d’animo che l’ha sempre accompagnata nella vita, soprattutto nella sua gioventù vissuta sotto le bombe della seconda guerra mondiale e da coraggiosa partigiana. Redenta – la cui storia da eroina della Resistenza è stata raccontata dalla scrittrice Amelia Lucci in un capitolo del libro “Il coraggio di essere libera” – prestava soccorso ai partigiani feriti. Oggi il coraggio è quello stesso nell’affrontare la pandemia e le restrizioni a essa connesse, un grande spirito di reazione. «Non esco di casa per timore del contagio, seguo le regole», confida, «ora con il vaccino però mi sentirò più sicura, ma non dobbiamo arrenderci e dobbiamo guardare sempre avanti. Quante persone non ci sono più a causa del virus», osserva pensierosa, « e tante volte ripenso alla guerra, ai bombardamenti, alla gente che veniva ammazzata davanti agli occhi di tutti».
Figlia dell’antifascista Poliseo De Angelis, sindaco di Montorio nel 1920 e poi dal 1944 al 1946 per nomina prefettizia su designazione del Comitato di liberazione, Redenta aveva curato il partigiano teramano Franchi inseguito dai soldati e nascosto dal padre. «Mettevo in un cesto qualcosa da mangiare e le garze pulite e coprivo tutto posandoci sopra i panni da lavare, facendo finta che andavo al fiume», racconta, «Certo, la paura c’era, ma si superava e stavo attenta. Ancora ricordo quando sono venuti i soldati a casa e hanno messo tutto a soqquadro. Erano tempi duri». Rivolgendosi ai giovani si sente di lanciare un monito: «Devono essere più attenti e seguire le regole, perché poi in questa situazione chi ci rimette siamo noi più anziani che abbiamo ancora tanta voglia di vivere». Chiamata così dal papà come auspicio di redenzione dai soprusi dal regime, si augura che presto «ci sia la redenzione dal Covid e il ritorno alla normalità».
Redenta è una dei 204 anziani che ieri sono stati vaccinati a Montorio. Oggi ci sarà un’altra giornata loro dedicata con altre 192 somministrazioni. «Considerato che le operazioni della prima giornata sono state scorrevoli e non si sono create file», si legge in una nota del Comune, «cercheremo oggi di accorciare i tempi aumentando le somministrazioni della mattina e del primo pomeriggio». (a.d.fel.)
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