L’ex Regina Margherita ospiterà i malati gravi

L’Asp 1 individua la destinazione del complesso danneggiato dal terremoto Per rimetterlo a nuovo ci sono 8,8 milioni. Canzio: «Avrà 70-80 posti letto»
TERAMO. Passa anche dalla ricostruzione post sisma il rilancio dell'Asp 1 Teramo: l'azienda pubblica, commissariata qualche mese fa per le forti difficoltà economiche che la attanagliano, gestisce le case di riposo di Civitella del Tronto, Nereto e del capoluogo ed è proprietaria di diversi beni immobili sul territorio. Beni che, nell'indirizzo che i vertici aziendali intendono dare, si vogliono far fruttare piuttosto che dismettere. E in questa prospettiva si inserisce un "pezzo grosso" del patrimonio dell'Asp 1: il complesso dell'ex Regina Margherita. Un edificio dichiarato inagibile dopo il sisma, messo in sicurezza dal Comune per la parte pericolante che guarda lungo il viale dei Tigli, e destinatario di 8,8 milioni di euro di fondi per la ricostruzione. L'immobile è stato infatti inserito nella cosiddetta ordinanza “Teramo bis” del commissario straordinario Giovanni Legnini e sarà a breve oggetto di un imponente intervento di riqualificazione.
Il progetto ridarà nuova vita a un edificio storico della città che diventerà una residenza sanitaria assistenziale per persone affette da gravi patologie: posti letto, servizi socio-sanitari e di conseguenza anche nuove possibilità occupazionali. Una rinascita e una riconversione già al centro di una delibera di indirizzo che porta in calce la firma del commissario straordinario dell'Asp 1 Roberto Canzio. Il progetto messo a punto vuole essere «una «risposta alle esigenze che, sul tema, salgono dal territorio e ancora non hanno trovato risposte adeguate. Sulla carta il numero dei posti letto che la struttura sarà in grado di assicurare potrà realisticamente oscillare tra le 70 e le 80 unità», spiega Canzio, che aggiunge: «Altro aspetto da non sottovalutare è anche l’effetto che questo produrrà in termini di nuovi posti di lavoro, così come sarà anche nel caso di altre progettualità in itinere. Da puntualizzare che si tratta di un intervento che va nella direzione della mission propria dell’azienda, mirata a servizi socio assistenziali. Ma è anche un intervento, così come individuato nel piano di rientro a cui si è lavorato fin dall’avvio del commissariamento e a cui si continua a lavorare, che mette dei paletti fermi. L’indirizzo politico ribadito è infatti assolutamente e dichiaratamente quello di non vendere “pezzi” più o meno nobili del patrimonio immobiliare ma di metterli a rendita, muovendosi nella direttrice dei servizi socio assistenziali che attengono all’attività propria di un’azienda di servizi alla persona».
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