L’ex rettorato viene svuotato Demolizione prevista in estate

L’Adsu dà il via al progetto della casa dello studente: a breve l’affidamento dei lavori da 400mila euro per abbattere la parte non tutelata del complesso. A fine anno la gara più cospicua da dieci milioni
TERAMO. Ex rettorato addio. In questi giorni gli operai stanno svuotando tutto lo stabile di viale Crucioli, che si prepara a diventare un cantiere.
L’Adsu sta per espletare la gara per la demolizione di parte dell’immobile, che diventerà casa dello studente. La prossima settimana sarà pubblicato l’invito alla dichiarazione di interesse per svolgere i lavori il cui importo si aggira sui 400mila euro. Nelle intenzioni dell’azienda per il diritto agli studi universitari c’è di sfruttare l’estate per le opere di demolizione. La gara più importante, per la costruzione, in effetti sarà a fine anno: c’è l'impegno della Cassa depositi e prestiti a firmare la convenzione da 10 milioni cercando di rispettare la tempistica precedente all’emergenza coronavirus.
Intanto, per i lavori che dovrebbero iniziare in estate, si sta svuotando l’immobile. Il vecchio archivio dell’università è stato restituito mentre suppellettili inutilizzabili, come computer più che superati, vengono buttati in grossi container per essere smaltiti. Sono state anche potate le siepi, che resteranno in quanto faranno da barriera naturale, oltre alla recinzione di cantiere, per la polvere derivante dalla demolizione.
Non tutto lo stabile sarà buttato a terra. Il progetto prevede che l’edificio che affaccia su viale Crucioli venga ristrutturato e adibito a servizi comuni come bar, ristorante, sale per lo studio, uffici e un ambulatorio a servizio degli studenti. E’ questa la palazzina su cui vige un vincolo della Sovrintendenza. L’edificio retrostante manterrà la facciata ma per il resto sarà di nuova costruzione: sarà in acciaio che soddisfa sia le esigenze di sicurezza, che di velocità di esecuzione dei lavori. Qui ci saranno le residenze degli studenti. Fra le due palazzine sorgerà un orto urbano. Poi ci sarà un terzo edificio, più piccolo e più in alto che ospiterà una foresteria per i ricercatori ospiti. Tutti gli edifici saranno all’avanguardia per l’utilizzo della domotica. Inoltre gli edifici, dotati di solare termico e fotovoltaico con accumulo di batteria, saranno quasi autosufficienti energeticamente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

