«L’ex scuola di Villa Pavone in abbandono»

I cittadini della zona segnalano degrado e pericoli, il consigliere Corona: «Il Comune deve intervenire»
TERAMO . Erba alta, degrado e accesso forzato: uno spazio in abbandono da anni che, in attesa di riqualificazione, sta diventando luogo di intrusione e rifugio per emarginati. È l’ex scuola elementare di Villa Pavone, struttura che da un decennio è inagibile dopo aver svolto un ruolo sociale importante prima come spazio di istruzione per bambini poi come centro di aggregazione.
Tornerà, secondo i piani del Comune, ad avere una destinazione sociale col progetto (già finanziato con un milione di euro dal Pnrr) che ne farà un centro di accoglienza per bisognosi e persone in difficoltà, ma intanto la struttura versa nel degrado. I residenti della zona segnalano, oltre all’evidente stato di trascuratezza esterna, anche condizioni di pericolo: da qualche tempo il cancello d’accesso secondario è aperto, forzato da qualcuno, e di notte ci sarebbero persone che si introducono in quegli spazi. Le segnalazioni dei cittadini sono state portate all’attenzione del consigliere comunale di minoranza Luca Corona che ha inviato una comunicazione via pec agli uffici del Comune per chiedere un intervento tempestivo, spiegando come la libertà di accesso alla struttura rappresenti un problema per la sicurezza di bambini e ragazzi che potrebbero entrare correndo dei rischi ma anche per senza tetto che pare vi trovino rifugio. «Chiedo che i vostri uffici possano considerare e valutare l’opportunità di verificare che l’immobile sia adeguatamente reso inaccessibile provvedendo al ripristino delle condizioni di sicurezza. E che vi sia contemporaneamente un sopralluogo di verifica al fine di escludere la presenza di persone senza fissa dimora che avrebbero bisogno dei giusti protocolli di assistenza e di tutela», scrive Corona al Comune, «Infine mi preme segnalare come la fatiscenza e lo stato di abbandono in cui versa l’immobile è causa di degrado dell’intera zona urbana. La situazione arreca ai proprietari degli immobili situati in prossimità della struttura danni di natura patrimoniale e non patrimoniale. È necessario che il Comune si impegni nel mantenere un immobile di proprietà in buono stato», conclude il consigliere.
Veronica Marcattili

