L’ex sindaco: «Concorsi da annullare»

2 Gennaio 2015

CAMPLI. Non si placano a Campli le polemiche tra maggioranza e opposizione sui concorsi banditi dal Comune. «I due concorsi banditi a tempo determinato dalla giunta Quaresimale potrebbero essere...

CAMPLI. Non si placano a Campli le polemiche tra maggioranza e opposizione sui concorsi banditi dal Comune. «I due concorsi banditi a tempo determinato dalla giunta Quaresimale potrebbero essere illegittimi e di conseguenza dovrebbero essere annullati» accusa in una nota l'ex sindaco Gabriele Giovannini. Per Giovannini i due concorsi a tempo determinato categoria C (per un posto da istruttore tecnico e l'altro per un posto da un istruttore amministrativo) non potevano essere organizzati perchè in contrasto con la normativa nazionale. «Un pasticcio», prosegue la nota, «che rischia di invalidare tutte le prove compresa quella da istruttore tecnico in cui erano stati bocciati 76 partecipanti su 77». Secondo l'ex primo cittadino «il Comune non poteva bandire concorsi a tempo determinato, così come dispone il decreto legislativo n 101/2013 e numerosi pareri del Dipartimento della Funzione Pubblica, ma avrebbe dovuto scorrere le graduatorie interne oppure di altri enti, per rispettare il principio secondo cui non si può generare nuovo precariato nella pubblica amministrazione». «Non siamo entrati nel merito delle prove concorsuali nonostante una prova abbia suscitato molte perplessità per l'elevato numero dei bocciati», aggiungono i consiglieri di minoranza MarinoFiorà e Emanuela Tritella, «di questa vicenda se ne occuperà una commissione d'inchiesta comunale. Ma siamo preoccupati dai numerosi ricorsi che stanno arrivando in comune per tutte le procedure concorsuali. Un altro concorso bandito dall'ente per un posto da dirigente amministrativotramite mobilità tra enti ha suscitato perplessità nella valutazione dei titoli dei partecipanti causando la reazione del secondo classificato che ha già richiesto al comune la revoca in autotutela della graduatoria a cui seguirà un ricorso».