L’ex tabaccaio resta in carcere: «È pericoloso e fuori controllo»

28 Maggio 2024

Il giudice convalida l’arresto e respinge la richiesta di domiciliari presentata dopo l’interrogatorio: «È privo dei minimi freni inibitori, aggressivo e violento. Se scarcerato si darebbe all’evasione»

NERETO. Il gip Marco Procaccini fissa in 13 pagine i perché della custodia cautelare in carcere per Alberto Garzarelli, il 56enne ex tabaccaio di Nereto che mercoledì scorso in piazza ha sparato contro il consigliere comunale e provinciale Luciano Giansante.
Con un elemento ben preciso a legare le motivazioni con cui respinge la richiesta di arresti domiciliari dopo l’interrogatorio di garanzia di sabato: per il giudice «Garzarelli è del tutto privo della benché minima capacità di autocontrollo, dei benché minimi freni inibitori e/o del benché minimo spirito di collaborazione, totalmente inaffidabile e totalmente fuori controllo, assai pericoloso».
Garzarelli, accusato di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione abusiva di arma da fuoco, nel corso dell’udienza di convalida ha detto di essere «un perseguitato, vittima di stalking sociale e deriso da tutti». Ha ammesso di aver sparato a Giansante per precedenti screzi «ma per spaventarlo e non per uccidere».
Nell’ordinanza il giudice descrive Garzarelli «aggressivo e violento, non si rendeva conto della estrema gravità delle condotte lesive poste in essere, non mostrava alcun evidente quanto concreto sentimento/segnale di resipiscenza e che era/è sicuramente proclive a delinquere, anche considerando l’assoluta gravità dei fatti per cui si procede». Precisa che potrebbe tornare a colpire: «Deve ragionevolmente escludersi la mera occasionalità delle condotte lesive tenute dal prevenuto e, di contro, deve ritenersi assai concreto, assai attuale e assai elevato il pericolo di reiterazione di comportamenti delittuosi analoghi a quelli per cui si procede, anche con caratteri di più intensa lesività. Le occasioni, per il prevenuto, di incappare nuovamente nei comportamenti lesivi si presenteranno in futuro, di nuovo e a brevissimo, già in considerazione dell’immotivato astio che il prevenuto nutre verso la persona offesa Luciano Giansante, peraltro senza ragioni alla base. Il prevenuto mostrava pure di avere astio nei confronti di almeno parte degli operanti intervenuti e di altri soggetti istituzionali, così non mostrando alcuna forma di rispetto verso l’autorità e le istituzioni stesse».
Per il giudice, dunque, se rimesso in libertà l’ex tabaccaio potrebbe colpire ancora.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Luca Macci, aveva chiesto i domiciliari, ma per il giudice Garzarelli «al fine di perseguire, a tutti i costi, i di lui propositi delittuosi, verosimilmente, si darebbe all’evasione (o, in ogni caso, alla violazione delle relative prescrizioni) senza particolari remore o problemi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA