L’ex zuccherificio Sadam sarà abbattuto

Riunione in Comune con la proprietà, nel nuovo edificio ci saranno teatro e farmacia comunale
GIULIANOVA. L’ultimo reperto di archeologia industriale, simbolo di una stagione di straordinario sviluppo che ha interessato la città dal dopoguerra e fino agli Anni 70, sarà abbattuto. L’ex zuccherificio Sadam, un grande stabile caratterizzato da una bella centinatura di mattoni, testimonianza di un periodo felice per lo sviluppo di Giulianova e in generale della costa teramana verrà smantellato per fare posto ad un nuovo edificio che conterrà tra l’altro una sala teatro e la sede della farmacia comunale.
A darne notizia sono stati il sindaco Francesco Mastromauro e l’assessore all’urbanistica Fabio Ruffini al termine di un incontro con la proprietà dell’immobile (erano presenti per la proprietà Mare blu Nicola Di Nicola e per l’impresa costruttrice Vittorio Beccaceci) a cui hanno partecipato anche i capigruppo di maggioranza e il presidente della commissione urbanistica. «La proprietà ha dichiarato l’impossibilità di conservare la grande struttura da destinare all’archeologia industriale», ha detto il sindaco, «e si è discusso della necessità della sua demolizione e ricostruzione sulla stessa sagoma mantenendo tuttavia parte della memoria storica dell'attività industriale ma, soprattutto, della necessità che al suo interno siano individuati sia la futura sede della farmacia comunale, sia la struttura teatrale che dovrà essere realizzata dalla società proponente rispettando gli standard tecnici che la rendano degna di questo nome, così da poter finalmente ridare alla città una nuova stagione culturale». Il privato si è dichiarato disponibile e la nuova struttura sarà il primo intervento urbanistico del secondo lotto del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex zuccherificio, insieme alla realizzazione di una piazza antistante via Trieste. La pratica deve ora essere istruita e portata prima in giunta e poi in consiglio. «L’incontro è stato molto positivo e proficuo», dicono Mastromauro e Ruffini, «perché la proprietà, accogliendo la nostra indicazione, ha rinunciato alla realizzazione del grattacielo di 50 metri previsto nel piano di recupero adottato nel 2008». La società rinuncia dunque agli oltre 5.000 metri quadrati di attività ricettiva e convegnistica. Si è parlato anche di realizzare in tempi brevi le infrastrutture e i sottoservizi già concertati con la Ruzzo Reti per la raccolta di acque bianche e nere. Intervento auspicato da molti che risolverà i problemi di una vasta area che interessa via Trieste e le strade limitrofe: le reti vecchie e sottodimensionate causano spesso allagamenti.
Mirella Lelli
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