L’idea: lungomare est solo per bici e pedoni

GIULIANOVA. Liberare il lungomare monumentale est dai veicoli a motore (auto e due ruote) e renderlo completamente disponibile per pedoni e biciclette. Queste ultime attraverso una pista, dall’Arlecch...
GIULIANOVA. Liberare il lungomare monumentale est dai veicoli a motore (auto e due ruote) e renderlo completamente disponibile per pedoni e biciclette. Queste ultime attraverso una pista, dall’Arlecchino al Caprice, totalmente rinnovata e di ultima generazione. Per quanto riguarda invece il lungomare ovest, subirebbe una radicale trasformazione con doppio senso di marcia. E’ la proposta avanzata ieri dal gruppo consiliare “Giulianova Turismo”, composto da Paolo Giorgini e Valentina Piccione e rappresentato in giunta dall’assessore Marco Di Carlo. Un’idea, secondo la formazione civica, che nasce all’insegna della eco-sostenibilità e nel rispetto della vocazione naturale della città. La bozza progettuale è stata elaborata in collaborazione con l’architetto Alessandro Tursi, presidente nazionale Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta). Secondo i proponenti l’idea è quella di riqualificare quel tratto definito monumentale liberandolo da tutto ciò che è motorizzato, ampliando il tratto di pista ciclabile nei due sensi di marcia. In pratica sarebbero circa 800 metri lineari consegnati alla fruibilità pedonale e ciclabile. Ai nuovi spazi pedonali verrebbero dedicate aiuole ed arredi urbani in modo da collegare al meglio la parte ovest con gli stabilimenti balneari anche nell’ambito dell’organizzazione di eventi. «Lo spazio pubblico è il bene più prezioso di una città e oggi questo patrimonio, a Giulianova come altrove, è in gran parte ridotto a garage a cielo aperto», dichiara Tursi, «occorre recuperare una parte, possibilmente la più pregiata come il fronte mare, a un uso più nobile. Giulianova nel tempo ha preservato lo spazio pubblico, ma non lo ha valorizzato: è il momento di farlo. Ne guadagneranno la vivibilità e qualità della vita e, al contempo, l’economia turistica e commerciale».
Alfonso Aloisi
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