L’impiegata non c’è, saltano i contributi
Campli, da aprile non vengono erogati i fondi Sia per le famiglie disagiate nelle aree del sisma
CAMPLI. L’impiegata addetta non è in servizio perché in congedo per maternità, ma nessun altro può accedere al suo computer. E così restano bloccati i contributi destinati a diverse famiglie disagiate. È ciò che accade negli uffici comunali di Campli, secondo quanto riferiscono i consiglieri comunali di opposizione Gabriele Giovannini, Marino Fiorà ed Emanuela Tritella, i quali mettono in evidenza che numerosi cittadini non ricevono più il contributo Sia (Sostegno per l’inclusione attiva nelle aree del sisma, destinato a famiglie disagiate) a causa di quella che ritengono una disorganizzazione amministrativa nel comune di Campli. «La Sia a Campli», si legge in una nota dei consiglieri, «non viene erogata più da aprile perché non c’è nessuno che accede al computer di una dipendente in maternità. La procedura è molto semplice ed i cittadini stentano a credere come dopo tanto tempo nessuno riesca ad accedere al portale della dipendente in maternità che dialoga con l’Inps per trasmettere via internet l’elenco dei beneficiari. Così accade che da aprile nessuna delle famiglie beneficiarie usufruisca delle agevolazioni ritrovandosi costretti a fare la navetta tra l’Inps e il comune di Campli. Parliamo di un sostegno di circa 160 euro al mese per due persone che ingiustamente non viene erogato per la disorganizzazione degli uffici comunali a cui nessuno pone rimedio». «Ci auguriamo che la vicenda trovi presto una soluzione», concludono i tre esponenti della minoranza, «e che l’amministrazione comunale prenda immediati provvedimenti per erogare quanto dovuto alle famiglie. Trattandosi di misure sociali obbligatorie rivolte a persone disagiate riteniamo che il Comune dovrebbe avere maggiore attenzione verso queste categorie di cittadini».

