L’imprenditore che sfida i clan: «Così vi racconto il mio dolore»

24 Ottobre 2023

Luigi Leonardi, sotto scorta contro la camorra, porta all’istituto Alessandrini il suo spettacolo teatrale: «Quest’opera è il modo più diretto per accorciare le distanze e far capire la mia storia ai ragazzi» 

TERAMO . «Ventuno anni nei quali avrei voluto ritrovare la mia quotidianità, vivere una storia d’amore senza avere la paura che potesse succedere qualcosa anche a lei, in cui avrei voluto avere figli, il diritto più doloroso che mi è stato precluso. Ogni giorno mi chiedo se ho fatto la scelta giusta e la risposta ancora non l’ho trovata». Il dolore che traspare dalle parole e dagli occhi di Luigi Leonardi, collaboratore di giustizia che vive sotto scorta per essersi ribellato alla camorra, e un applauso forte in segno di stima e incoraggiamento degli studenti dell’istituto Milli che si sono alzati in piedi ad acclamarlo.
Sono stati questi gli ultimi momenti di una mattinata ricca di emozioni e riflessioni nell’aula magna dell’istituto superiore Alessandrini dove Leonardi ha portato in scena nell’ambito delle iniziative della 31ª edizione del Premio Borsellino il suo monologo teatrale “Una vita sotto scorta”. In un linguaggio nuovo, più diretto e anche più potente rispetto alle testimonianze già portate in precedenza Leonardi ha raccontato cosa significa vivere con la paura e subire le vessazioni, anche un sequestro, della criminalità organizzata. La paura che in lui si è trasformata «nella percezione che oltre un ostacolo bisogna andare se si vuole vincere» e che lo ha portato a non abbandonare la propria terra, la Campania, nonostante le tante difficoltà nel fare impresa, e a ribellarsi alla camorra non pagando più il pizzo, perdendo attività e negozi e diventando un testimone di giustizia nel maxi processo alla camorra. Gli sguardi attenti degli studenti nel seguirlo e il grande interesse, dopo la pièce teatrale, nel porgli domande e proporre spunti di riflessione. «Ho sempre sognato di fare il magistrato, ma da questa testimonianza ne sono ancora più convinta perché voglio contribuire a cambiare il mondo», ha confidato una studentessa. Cittadini consapevoli e rispettosi della legalità: è questo il messaggio che Leonardi ha voluto lasciare ai ragazzi che seguiranno durante l’anno altri incontri nell’ambito del Premio e i laboratori del progetto “Officina legalità”. «Quest’opera è un modo più diretto per approcciare e accorciare le distanze con i ragazzi e far capire loro la mia storia», ha commentato Leonardi. Presenti il prefetto Fabrizio Stelo, l’assessore regionale all’istruzione Pietro Quaresimale, le dirigenti scolastiche del Milli Manuela Divisi e del nuovo polo tecnologico Alessandrini–Forti–Pascal Letizia Fatigati che ha ospitato gli studenti del liceo e la referente del Premio Borsellino Francesca Martinelli.
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