l’inchiesta»chiuso il caso

31 Luglio 2021

TERAMO. L’archiviazione, chiesta dalla Procura e ora accolta dal gip che l’ha firmata, è l’epilogo della maxi inchiesta sugli appalti pubblici nel Teramano, il fascicolo giudiziario aperto nel 2018...

TERAMO. L’archiviazione, chiesta dalla Procura e ora accolta dal gip che l’ha firmata, è l’epilogo della maxi inchiesta sugli appalti pubblici nel Teramano, il fascicolo giudiziario aperto nel 2018 con al centro decine di gare d’appalto e altrettante procedure di somma urgenza risalenti ai periodi delle emergenze terremoto e maxi nevicata del gennaio 2017. Finita alla ribalta della cronaca come “Appaltopoli”, l’indagine per corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti si è srotolata tra l’iscrizione nel registro degli indagati di amministratori, tecnici e imprenditori, svariate intercettazioni e l’audizione di centinaia di persone informate sui fatti.
L’archiviazione firmata pochi giorni fa dal gip Lorenzo Prudenzano (che ha accolto la richiesta del pm Andrea De Feis) riguarda tutti gli indagati: l’attuale consigliere provinciale di minoranza e assessore comunale di Controguerra Mauro Scarpantonio indagato nella sua veste, all’epoca dei fatti, di consigliere provinciale delegato alla viabilità; il funzionario della Provincia Dario Melozzi; gli imprenditori edili teramani Armando Di Eleuterio (ex presidente regionale dell’Ance, l’associazione regionale dei costruttori) e Diego Di Sabatino; il dirigente (all’epoca dei fatti) del settore appalti del Comune di Pineto Donato D’Evangelista. L’inchiesta era scattata nel 2018 e all’attenzione di inquirenti e investigatori (delegati alle indagini gli uomini del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale della guardia di finanza) erano finite decine di gare d’appalto e altrettante procedure di somma urgenza. Tantissimi gli atti finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità giudiziaria nel corso di altrettante acquisizioni fatte all’epoca nelle sedi di Provincia, Comuni di Teramo, Atri e Pineto, compartimenti Anas di Abruzzo e Marche. Un maxi fascicolo, quello di “Appaltopoli” nato dalla mole di intercettazioni del procedimento Castrum, l’inchiesta su un presunto giro di appalti e mazzette a Giulianova chiuso in primo grado con svariate condanne tra cui quella a cinque anni a carico dell’ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova Maria Angela Mastropietro (fascicolo che non ha assolutamente riguardato i cinque per cui il giudice ha firmato l’archiviazione). La richiesta di archiviazione (la Procura ha motivato sostenendo l’assenza di procedure perseguibili penalmente) è arrivata a fine giugno a conclusione di lunga indagine svolta non solo con degli accertamenti tecnici (a cominciare da quelli sui telefonini sequestri all’epoca ad alcuni indagati e successivamente dissequestrati) ma anche con le testimonianze delle molteplici persone informate sui fatti.
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