L’inchiesta sull’Acqua e il sistema gran sasso

Acquisizione di documenti ma anche audizioni di persone informate sui fatti: continua senza sosta l’attività disposta dalla Procura teramana nell’ambito dell’inchiesta aperta sul caso acqua e su...
Acquisizione di documenti ma anche audizioni di persone informate sui fatti: continua senza sosta l’attività disposta dalla Procura teramana nell’ambito dell’inchiesta aperta sul caso acqua e su tutto il sistema Gran Sasso (nella foto le captazioni accantio al traforo). Nei giorni scorsi i carabinieri del Noe, su delega dei pm, hanno ascoltato un funzionario dell’Istituto superiore della sanità. Naturalmente niente è trapelato sul contenuto, ma è evidente che in questo momento dell’indagine obiettivo dei magistrati è quello di avere più elementi possibili. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Antonio Guerriero con il pool di magistrati composto da Davide Rosati, Stefano Giovagnoni e Greta Aloisi. Il fascicolo riunisce anche quello aperto dopo lo sversamento registrato a fine estate dal laboratorio di fisica nucleare. Infatti, dopo che ad agosto le analisi dell'Arta, avevano rilevato la presenza di diclorometano nell'acqua, in valori inferiori ai limiti di legge per quel che riguarda le acque potabili ma superiori ai limiti per le acque sotterranee, sul tavolo della Procura erano arrivati diversi esposti. E da qui, dunque, la prima inchiesta con le indagini già delegate sempre ai militari del Noe, il nucleo operativo ecologico dell’Arma. Intanto sull’incontro che si è svolto nei giorni scorsi nella sede dell’Ifn arriva la nota di alcuni sindaci della Val Vibrata e non solo che parlano di «passerelle». Scrivono Rando Angelini di Sant'Egidio alla Vibrata, Umberto D'Annuntiis di Corropoli, Diego Di Bonaventura di Notaresco, Andrea Luzii di Sant'Omero, Cristina Di Pietro di Civitella, Tonia Piccioni di Alba Adriatica e Alessandro Di Giacinto di Torano: « Non partecipiamo alle passerelle ma rinnoviamo la richiesta di sospendere in via cautelativa tutti gli esperimenti , almeno fino a quando non venga garantita la piena sicurezza delle captazioni . Ben venga la collaborazione tra enti ed Istituzioni , ma adesso servono fatti e non semplici dichiarazioni». (dp)

