L’indagato: «Giulia voleva tornare a casa»

3 Dicembre 2015

“Chi l’ha visto?” torna ad occuparsi della morte della ragazza di Tortoreto. Nuovo appello della mamma

TERAMO. E’ un altro appello a scoprire la verità quello che i genitori di Giulia Di Sabatino, la ragazza di 19 anni precipitata dal viadotto dell’A14 di Tortoreto, hanno nuovamente lanciato dagli studi della tramissione “Chi l’ha visto?”. Nel corso della trasmissione è stato intervistato l’uomo che quella notte diede un passaggio in auto alla ragazza fino al cavalcavia e che la procura ha indagato nell’inchiesta aperta per istigazione al suicidio. Secondo fonti giudiziarie l’iscrizione nel registro degli indagati è stato un atto dovuto per consentire esami come la perquisizione della macchina e dell’abitazione. Esami che, secondo la procura, non avrebbero fatto emergere nulla a carico dell’uomo. Quest’ultimo, che intorno all’una di quella notte scrisse “Buonanote Fiorellino” sul profilo Facebook di Giulia, ieri sera ha detto: «Mi chiese di accompagnarla perchè mi disse che sua madre non era venuta a prenderla aggiungendo “se non torno a casa lei mi sgrida”». Meri Kheci, la mamma di Giulia in studio con il marito Luciano, ha risposto alle parole dell’uomo dicendo: «L’atmosfera in casa era serena, io e mia figlia avevamo un ottimo rapporto e quella sera l’avevo baciata ed abbracciata sul posto di lavoro». La donna ha poi mostrato delle foto risalenti ad un anno mezzo : ritraggono Giulia con delle ferite e delle ecchimosi sul volto. «L’ho portata al pronto soccorso e le hanno dato cinque giorni di prognosi. Quando le ho chiesto che cosa fosse successo mi ha risposto solo: «Mamma non denunciare». E io ora mi pento di non averlo fatto, perchè Giulia era fragile, vittima di qualcuno che l’ha costretta a bere. Giulia è stata vittima di atti di bullismo». I genitori escludono che la giovane si sia suicidata e sono convinti che quella sera la figlia, che il giorno dopo avrebbe festeggiato il compleanno, abbia incontrato qualcuno con cui aveva un appuntamento. E anche ieri si è tornato a parlare della Panda Rossa, l’auto che in molti sostengono di aver visto vicino a Giulia ferma sul cavalcavia. «I dubbi e le domande sono tante e noi vogliamo delle risposte» ha detto papà Luciano. In una delle ultime puntate sul caso di Giulia è stato introdotto il tema delle messe nere con particolare riferimento ad una vecchia casa di Tortoreto. A questo proposito due avvocati, a nome dei proprietari dell’abitazione, hanno scritto alla trasmissione per dire: «Le affermazioni circa il compimento di riti satanici nell’immobile, oltre al fatto di non essere provate, sono incrongruenti. Palesemente diffamatorie nei confronti della proprietà».

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