L’inferno nella casa di Lucignano «Ci trattava come degli schiavi»

Nei primi atti giudiziari i racconti dei figli maggiorenni e della moglie dell’uomo che li voleva bruciare «Quando tornava a casa sgommava con l’auto perché al rientro voleva trovare tutto in tavola»
CIVITELLA DEL TRONTO. L’inferno di una famiglia è negli atti che ora dopo ora si aggiungono al fascicolo giudiziario aperto dal pm Francesca Zani per incendio e morte come conseguenza di altro reato. Testimonianze, racconti, ricordi. Di giorni, di anni. «Ci trattava come schiavi», hanno detto i figli maggiorenni e la moglie ai carabinieri, «bisognava fare sempre come voleva lui altrimenti erano guai per tutti. La sera quando tornava dal lavoro sgommava nel cortile per far capire che era arrivato e che la cena doveva già essere in tavola. E nessuno di noi aveva il coraggio di reagire». Le scenate nel vecchio casolare di Lucignano, tra Civitella e Campli, erano continue e sembra che già in passato il 47enne albanese capofamiglia Dritan Cobo, operaio ed allevatore, avesse minacciato di bruciare la moglie e i quattro figli di 20, 19, 17 e 6 anni.
Fino al gesto di venerdì sera quando è rientrato a casa, sembra ubriaco, e ha cosparso di benzina pareti e divano. A svegliarsi per primo è stato il 19enne che ha raccontato di aver sentito la macchina del padre arrivare sotto casa, sbattere la porta e poi un forte odore di benzina. A questo punto si è alzato ed è entrato nella cucina dove ha visto l’uomo armeggiare con una tanica di benzina, che aveva già buttato su un divano e alcune pareti, e con un accendino. Ha detto di aver cominciato a vedere le fiamme dal divano e quindi di aver urlato per svegliare gli altri nel tentativo di farli uscire. È andato nella stanza dei fratelli più grandi che hanno preso in braccio quello piccolo per scappare, ma il padre urlando contro tutti avrebbe cercato di sbarrare la porta d’ingresso dell’abitazione per impedire la fuga. A quel punto ci sarebbe stata colluttazione con lui che ha cercato di allontanarlo dalla porta d’ingresso, mettendogli le mani al collo, spintonandolo e cercando di bloccarlo. Il padre sarebbe caduto a terra e il 19enne, dopo aver aiutato gli altri ad uscire, sarebbe rientrato nell’abitazione ormai piena di fumo e avrebbe trascinato fuori il padre. E qui, disteso proprio nel cortile, lo hanno trovato i vigili del fuoco e gli operatori del 118. Sul corpo nessuna bruciatura. Un primo referto medico parla di asfissia. Ora sarà l’autopsia già fissata per domaniì e affidata al medico legale Cristian D’Ovidio a fare chiarezza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

