L’ira di Bacchion «Gran Sasso liquidata con un bilancio sano»

L’amministratore attacca la Provincia: non ha voluto considerare il debito maturato nei nostri confronti
TERAMO. Ancora scintille si accendono sulla scelta del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino di mettere in liquidazione la Gran Sasso Teramano Spa. L'amministratore unico della società proprietaria della cabinovia di Prati di Tivo, Marco Bacchion, non ha gradito le ultime esternazioni che Di Sabatino ha reso circa il fatto che una società non è di proprietà degli amministratori, ma anche circa l'assenza di una programmazione pluriennale.
«Il presidente ha memoria corta quando sostiene che non sono mai esistite politiche di lungo periodo», ha detto Bacchion, «basterebbe leggere i verbali delle assemblee pubblicati sul sito della Gran Sasso dove emerge chiaramente la volontà di un imprenditore a prendere in gestione l'impianto per cinque anni. Avevamo indetto la gara e c'era un concorrente, che poi è l'attuale consorzio di gestori, che aveva dichiarato la sua disponibilità. «Casualmente», continua Bacchion, «al momento dell'aggiudicazione il presidente Di Sabatino ha cambiato indirizzo sostenendo che cinque anni erano un tempo di aggiudicazione troppo lungo. Non capisco inoltre quali deficit il presidente vorrebbe imputare alla società visto che nei sei anni alla guida della Gran Sasso gli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva non sono stati mai fermi se non una volta per una durata di circa tre mesi per problemi tecnici».
Bacchion ha poi voluto puntualizzare la sua posizione e la fotografia dei conti lasciati sotto la sua gestione. «E' vero che le società non sono dell'amministratore, ma l'amministratore agisce nei loro interessi. Quando ho preso le redini, la Gran Sasso aveva tre milioni di euro di debito. Lascio invece un bilancio pareggiato in cui gli unici debiti sono quelli maturati nei confronti dei soci per i canoni di concessione dei terreni». Una cifra che Bacchion stima in 280mila euro.
Bacchion spiega poi l'origine dei contrasti con il presidente dell'ente di via Milli. «La Provincia ha omesso di iscrivere in bilancio il debito maturato verso la Gran Sasso per gli interessi di mora da noi pagati sul finanziamento richiesto per costruire la seggio-cabinovia. Su questa partita contabile», dice Bacchion, «è nato il contrasto ed è su questa partita che la Provincia non ha approvato i bilanci 2014 e 2015 della Gran Sasso. Noi siamo disposti a far valutare la correttezza dei nostri bilanci a qualunque organo perché non temiamo confronti, mi auguro che la Provincia possa dire altrettanto». Un pensiero è andato poi al futuro del comprensorio. «La Provincia ha scelto la formula di liquidare il bene, quindi smembrarlo e venderlo per incassare: è normale che operatori e sindaci siano preoccupati per il futuro, ma è una preoccupazione che nasce dalle scelte dei soci. Per quel che mi riguarda io ho sempre sostenuto e sosterrò le ragioni degli operatori».
Marianna De Troia
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