L’istituto Braga torna in piazza Verdi
Parte della storica sede non è inagibile, l’odissea è finita. Brucchi si sfoga: «In questa città nessuno propone soluzioni»
TERAMO. Il Braga torna alle origini. L'istituto musicale da settembre, quando riprenderà l'attività accademica, sarà di nuovo ospitato nella sede storica di piazza Verdi. Termineranno così la sofferta peregrinazione di docenti e studenti, trasferiti prima nel campus universitario di Coste Sant'Agostino e poi nelle aule inutilizzate del Comi in viale Bovio, nonché la scia di polemiche che ha accompagnato la diaspora.
La decisione è stata presa ieri mattina al termine di un sopralluogo nell'ex convento benedettino, abbandonato un anno e mezzo fa dal Braga perché inagibile, del sindaco Maurizio Brucchi e del presidente dell'istituto Sergio Quirino Valente. Dal controllo è emerso, infatti, che i problemi strutturali riguarderebbero solo una porzione dello storico edificio che dunque, per la parte restante, sarebbe sufficiente a riaccogliere aule e uffici amministrativa. «Il chiostro e le stanze vicine che si trovano al piano superiore sono a posto», spiega Brucchi, «e possono essere utilizzate con interventi minimi di manutenzione». Si tratta in pratica di ammodernare gli impianti termico ed elettrico con una spesa di circa 18mila euro, che non rappresenta un ostacolo insormontabile né per l'ente né per le casse del Braga. Nei prossimi giorni, completati gli approfondimenti tecnici necessari, sarà pianificato l'intervento e definita la copertura della spesa che in poco più di un mese dovrebbe far riaprire i battenti all'immobile di piazza Verdi. E' tramontata così definitivamente l'ipotesi, apparsa molto concreta nelle settimane passate, che il Braga trovasse spazio nell'ex parco della scienza dopo lo smantellamento del museo della fisica e dell'astrofisica. «Anche lì sarebbero stati necessari lavori di adeguamento», osserva il sindaco, «per cui l'istituto a preferito impegnare risorse nella sistemazione della sua sede storica e tornare in pieno centro».
Per il pieno recupero della struttura, però, servono due milioni di euro e dunque Comune e Braga uniranno gli sforzi nel tentativo di reperire finanziamenti. Il "ritorno a casa" dell'istituto musicale, che ad aprile dell'anno scorso aveva abbandonato piazza Verdi a seguito di una lettera firmata dall'allora presidente Luciano D'Amico che evidenziava le criticità dell'ex convento, offre a Brucchi l'occasione di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Quando c'è un problema in questa città», attacca, «la prima reazione è sempre per strumentalizzare la situazione, mai per proporre soluzioni». Il sindaco non ha digerito le critiche sulla scelta di spostare il Braga nell'ex parco della scienza né tanto meno le prese di posizione da parte di chi ha invocato il trasferimento nell'ex Molinari. «Soprattutto», tiene a evidenziare, «se queste provengono da persone che dovrebbero conoscere bene il patrimonio comunale e i meccanismi della sua gestione». La stilettata appare rivolta all'ex assessore Rudy Di Stefano che ha spinto proprio per portare l'istituto musicale nei locali dell'ex scuola media in piazza Moro. Anche l'ostilità manifestata da più parti al trasferimento nell'ex parco della scienza per il sindaco resta incomprensibile. «Non era un dispetto al Braga», precisa, «stiamo parlando di uno spazio importante della città». Quell'area alla Gammarana non resterà comunque vuota. «Continueremo al lavorare con l'istituto e con le associazioni», assicura il sindaco, «per trasformarlo in cittadella della musica».
Gennaro Della Monica
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