L’Itc si ribella: non faremo posto al Braga

Scatta lo sciopero dei ragazzi del Comi: «Se l’edificio è inagibile, lo è anche per l’istituto musicale»
TERAMO. «Se dobbiamo andarcene per permettere di eseguire i lavori ce ne andiamo, ma non per fare spazio a qualcun altro, in questo caso al Braga». E’ il succo della protesta degli studenti dell’Itc Comi che da ieri stanno manifestando con striscioni e cartelli davanti alla scuola dopo che il consiglio d’istituto ha dato il via libera alla consegna delle aule alla Provincia deliberando il trasferimento dei ragazzi dell’indirizzo Turismo al Pascal. Ma i ragazzi, in totale 72, sono contrari a sloggiare dalla scuola per far spazio alle attività dell'istituto musicale Braga. Per motivi di affetto, dopo che già quattro anni fa l’indirizzo Ragioneria si trasferì al Pascal, ritengono di essere l’ultimo baluardo per mantenere in vita lo storico istituto di viale Bovio.
«Qualche giorno fa il preside Achille Volpini ci ha detto che dobbiamo liberare il plesso per via dei lavori che la Provincia deve effettuare per l’agibilità della struttura, e ha dichiarato di non sapere nulla delle necessità del Braga», spiega il portavoce degli studenti Christian Di Stefano, «ma noi non abbiamo l’anello al naso e sappiamo benissimo che i lavori inizieranno a fine anno scolastico. Tuttavia noi dobbiamo liberare le aule in anticipo per lasciare il posto alle lezioni del Braga, così come appreso dagli organi di stampa. Ma se quei locali non sono agibili, non lo sono nemmeno per il Braga». I ragazzi avevano chiesto un incontro al presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, saltato per via dell’allestimento della camera ardente per l’ex presidente scomparso Ernino D’Agostino.
Dalla Provincia, proprietaria dell’immobile, gli uffici assicurano che le aule che attualmente ospitano i ragazzi sono agibili, altrimenti nessuno avrebbe autorizzato le attività del Braga, mentre sono lesionati per via del sisma solo i piani superiori. E difatti i lavori che partiranno a fine anno, grazie a uno stanziamento di un milione e mezzo di euro dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, serviranno alle riparazioni dei piani superiori. Con l’occasione si provvederà anche a un rifacimento complessivo del plesso. E’ per questo che, data la circostanza dell’ineluttabile trasloco dei ragazzi al Pascal, la Provincia ha chiesto di anticiparlo e dare intanto una risposta provvisoria alle necessità del Braga, fermo restando che a giugno partiranno i lavori che dureranno minimo due anni. Gli studenti però non vogliono saperne e hanno dichiarato di voler rimanere nella “loro” scuola fino a che non inizieranno i lavori. Lo sciopero andrà avanti a oltranza in attesa di un incontro con gli organi competenti per trovare una soluzione.(m.d.t.)
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