L’omaggio della città a Tancredi

In tanti alla cerimonia di intitolazione di un largo al “politico e mecenate”
TERAMO. "Politico e mecenate", recita così la targa con il nome di Antonio Tancredi. All'ex deputato, fondatore della Banca di Teramo e appassionato d'arte è stato dedicato ieri davanti a tanti teramani, nel quinto anniversario della sua morte, il largo davanti a Porta Romana in prossimità dell'uscita del Lotto zero. La tabella della dedicazione riassume in quelle parole la vita e l'impegno di Tancredi, morto nel 2012 poco meno che ottantenne. A testimoniare i risultati della passione civile con cui è stato protagonista della storia recente cittadina e nazionale dai banchi di Montecitorio c'erano i familiari, la moglie Elisa Di Sabatino e i figli Paolo, che ha raccolto l'eredità del padre come parlamentare, e Marco, ex consigliere ed ex assessore in Comune, insieme a tanti cittadini e alle autorità.
Prima fra tutte il sindaco Maurizio Brucchi che ha tracciato un ricordo molto personale di Tancredi, conosciuto «quand'ero bambino e accompagnavo mio padre, militante della Dc, nella sede del partito in via Sauro». Ai suoi occhi apparve subito come una persona «forte e presente», caratteristiche che poi gli furono confermate, in età adulta, con la frequentazione del capocorrente democristiano. «Tancredi fu tra i principali sostenitori della mia candidatura a sindaco», ricorda Brucchi, «apprezzava la mia operatività. il mio essere uomo del fare che lo accomunava a lui». Per il primo cittadino è stato, insomma, un «politico con la p maiuscola che ha sempre interpretato il proprio ruolo come servizio ai cittadini, al prossimo e al territorio». Brucchi cita le frequenti visite dell'ex parlamentare nel suo ufficio «per sapere come andavano le cose in città» e due episodi in particolare: lo spostamento della palla di Silvio Mastrodascio da piazza Garibaldi allo spazio che ora porta il nome dell'ex parlamentare, che «volle fare nonostante quella mattina del febbraio del 2012 nevicasse» e l'idea dei busti commemorativi lungo i Tigli. «Lì c'è un posto vuoto», annuncia il sindaco, «che presto sarà occupato dal volto di Antonio Tancredi».
A ricordare le umili origini del padre è stato Paolo Tancredi. «Era sesto di sette figli, molti dovrebbero riflettere sulla sua storia», evidenzia, «i risultati sono arrivati con sacrificio, non da agiatezza e benessere pretesi». Il deputato si sofferma sull'attività paterna per la promozione dell'arte e alla guida della Banca di Teramo. «Per questo», conclude, «la definizione di mecenate è appropriata». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

