L’omaggio di Alba a Palazzese l’imprenditore dei due mondi

In centinaia alla presentazione del libro autobiografico del fondatore del colosso Mivv, che a 19 anni lasciò la Val Vibrata per andare a fare fortuna in Venezuela. Qui costruì grandi opere pubbliche
ALBA ADRIATICA. Dalla povertà dell’infanzia alla costruzione di un impero tra Venezuela e Val Vibrata. L’imprenditore dei due mondi Giovanni Palazzese si racconta in un libro e manda un messaggio ai giovani: «Abbiate coraggio». In centinaia sabato pomeriggio hanno affollato la sala conferenze di Alba Adriatica per la presentazione del volume “Per uno squarcio sul soffitto basso – Memorie di un emigrante tra il Venezuela e l’Italia”, lunga intervista di Alfredo D’Alessandro all’imprenditore albense, pubblicata dalla Di Felice Edizioni.
Anziano (83 anni) e in difficoltà fisica a causa di una malattia, Palazzese ha voluto comunque prendere parte all’evento della rassegna “Il Maggio dei libri” della biblioteca comunale di Alba Adriatica, davanti ad amici, curiosi e i tanti in città che in Palazzese hanno trovato anche un benefattore. Nell’intervista diventata un libro l’imprenditore parla della fatica, dei sacrifici, ma anche delle ambizioni e delle idee di chi ce l’ha fatta, fuggendo dalla povertà del primo dopoguerra e dalla terra natia da solo, ancora adolescente, per trovare fortuna nel Paese sudamericano allora in pieno sviluppo. Palazzese s’imbarcò per il Venezuela nel 1953, a neanche vent’anni, e i suoi primi impieghi furono di benzinaio, operaio e autista di camion. Nel volume racconta come passò dalle 18 ore di lavoro al giorno nella Fibrocemento per realizzare le grandi opere venezuelane, all’acquisto del primo furgone per mettersi in proprio e lavorare in subappalto; dalla fondazione della Decoalsa e della Vialpa con cui ha costruito dighe e strade di collegamento nel paese sudamericano, fino al ritorno in patria e alla partecipazione in una piccola azienda meccanica vibratiana diventata poi il colosso Mivv, leader nella realizzazione di terminali di scarico per moto.
Ma anche i rapporti con la politica, italiana e venezuelana, le soddisfazioni, come la laurea honoris causa in ingegneria meccanica, la nomina a capo degli industriali teramani e l’onorificenza di cavaliere ricevuta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2007. Nel mezzo la storia della sua famiglia, della moglie Filomena al suo fianco e dei figli, il racconto dei genitori al primo ritorno in Italia e la tragica morte del nipote Ivan in una corsa motociclistica. Nel libro, però, Palazzese non lesina pensieri politici e sociali, idee e motti, nel raccontare la trasformazione di due società, così lontane e così vicine, come quelle italiana e venezuelana.
E nemmeno critiche. Come quando spiega, secondo lui, perché il Venezuela è precipitato in una crisi drammatica economica, sociale e politica. Una crisi che, secondo l’imprenditore, già a fine ‘900 e all’inizio degli anni duemila mostrava i suoi primi segni con un nuovo senso di incertezza che avanzava sempre più. Scrive Palazzese: «Con Chavez si cambiò indirizzo riguardo alle grandi opere pubbliche, strumento di occupazione e di modernizzazione delle precedenti amministrazioni, e ne pagarono lo scotto immediatamente le grandi imprese». Determinanti furono, per l’imprenditore, gli accordi con i Paesi vicini, che portarono il governo venezuelano a dare priorità a società sudamericane e che Palazzese critica per gli scarsi risultati: «A questi interessi superiori risulta talora sacrificata la normalità imprenditoriale, come quando vengono improvvisamente disdetti contratti di grandi appalti o sottratti con pretesti vari lavori avanzati per essere affidati a imprese e a gruppi delle aree suddette. Quando la vasta e complessa rete delle varie strutture imprenditoriali non può dispiegarsi secondo le proprie possibilità per progetti politici pure di grande rilevanza, le masse, che in quelle trovavano in precedenza lavoro e possibilità di crescita, possono fare affidamento solo sugli aiuti dello Stato: si sviluppa allora un sistema scambi di favori e di protezioni destinato al collasso, che le dolorose difficoltà attuali rendono evidente».
Poi il discorso sull’economia italiana, con uno sguardo sui giovani: «La crisi ha prodotto una grave disoccupazione soprattutto tra i giovani, diplomati e laureati troppo spesso, purtroppo, in indirizzi legati ad un mondo ormai scomparso. La colpa ovviamente non è la loro se la scuola non si aggiorna e non risponde ai bisogni del mondo attuale». Poi un altro attacco alle scuole: «Stando in Italia durante la crisi, ho appoggiato con particolare favore i rapporti con la scuola e con i giovani. Gli stage nelle industrie sono molto importanti. Eppure le scuole della Val Vibrata non ci hanno mai cercato. Solo l’istituto tecnico industriale di Teramo ha svolto per alcuni anni stage con noi»
Il libro di Palazzese costa 15 euro. Chi lo volesse può contattare info@edizionidifelice.it o la libreria Mondadori nel centro commerciale di Villa Rosa.
Luca Tomassoni
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