L’opposizione attacca Brucchi «Troppo ritardo per i Musp»

24 Agosto 2017

D’Alberto: «Manca meno di un mese all’inizio delle lezioni, dove andranno gli alunni?» Bartolini del Pd chiede l’intervento del prefetto: «L’emergenza diventa ansia collettiva»

TERAMO. L'annuncio dell'arrivo dei Musp non placa ansia e polemiche in vista dell'imminente riapertura dell'anno scolastico. Per l'installazione i moduli provvisori in cui ospitare fino a 889 studenti che non potranno rientrare nelle loro aule serviranno, stando ai tempi dettati dal Comune, sei mesi. Nel frattempo andranno trovate collocazione alternative da rendere operative entro l'11 settembre, quando suonerà la prima campanella. Per l'opposizione il disastro è dietro l'angolo. «A un anno dalle prime scosse e con meno di un mese di tempo prima della ripresa delle lezioni», attacca Gianguido D'Alberto, capogruppo di "Insieme possiamo", «permangono incertezze e risposte incomplete». Si tratta di una situazione inaccettabile, a detta del consigliere, per nulla mitigata dall'assegnazione dei Musp che il sindaco Maurizio Brucchi ha presentato come un brillante risultato della sua amministrazione. «Non saranno pronti per l'inizio dell'anno scolastico», osserva D'Alberto, «questa è una verità con cui bisogna fare i conti». Il Comune si sarebbe mosso con grave ritardo. «I moduli provvisori non hanno nulla a che vedere con gli indici di vulnerabilità sismica, ma fanno riferimento alle scuole rese inagibili dalle scosse di ottobre», insiste il consigliere ex Pd, «si potevano richiedere prima e guadagnare tempo così come abbiamo più volte ripetuto nei mesi scorsi». L'amministrazione, invece, a detta di D'Alberto va avanti con «interventi spot» e senza un'effettiva pianificazione. Anche nella riunione del tavolo tecnico alla quale martedì hanno partecipato tutti i soggetti interessati agli interventi sulle scuole il sindaco «ha usato troppi condizionali e troppi futuri». Per il capogruppo di "Insieme possiamo", presente all'incontro come uditore, sulle prospettive dell'edilizia scolastica il primo cittadino ha dettato il suo testamento politico. «Non vorrei che fosse in atto un gioco politico», afferma, "per creare l'incidente che porterà il sindaco a dimettersi a settembre». I problemi, insomma, verrebbero scaricati sul groppone del suo successore, a cominciare dai dubbi proprio sui Musp. «Collocarli nella zona della D'Alessandro in che modo inciderà sulla realizzazione in quella stessa area del polo scolastico?», domanda D'Alberto, secondo cui non ci sono certezze neppure sulla ridestinazione di una parte dei fondi del bando delle periferie per realizzare una scuola media nell'ex stadio. «Va detta la verità», conclude D'Alberto, «chiarendo anche se gli indici di vulnerabilità si basano su criteri oggettivi». Il capogruppo del Pd Flavio Bartolini sollecita l'intervento del prefetto «a fronte di una situazione», afferma, «che si sta trasformando da emergenza in ansia collettiva, preso atto della preoccupante incertezza che il sindaco dimostra nelle scelte e accertata l'incapacità decisionale».
Gennaro Della Monica
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