L’opposizione: «Regole violate, il consiglio non si può svolgere»

31 Luglio 2023

I capigruppo: abbiamo ricevuto oltre i termini le linee programmatiche, ci riserviamo azioni legali D’Alberto replica: «Si va in aula, sono disponibile a rinviare solo questo punto. Non fanno politica»

TERAMO. Si è subito capito, dopo le elezioni di maggio, che il livello di scontro tra maggioranza e opposizione nel D’Alberto bis sarà molto più alto che nella passata consiliatura, e che verterà anche su aspetti formali e procedurali in passato poco presi in considerazione. Ieri dai capigruppo di minoranza (Antonetti, Provvisiero, Corona, Cozzi, D’Egidio, Rabbuffo, Marroni e Bartolini) è stata presentata al sindaco, al presidente del consiglio comunale e al segretario generale del Comune una richiesta di rinvio del consiglio in programma oggi «per violazione dell’articolo 70 del regolamento», si legge nella richiesta, inviata per conoscenza anche al prefetto e accompagnata dalla minaccia di agire per vie legali. Immediata la risposta di Gianguido D’Alberto, che dice: la seduta si terrà regolarmente, sono disponibile a discutere solo le linee di mandato in un momento successivo.
L’ATTACCO. La lettera protocollata dall’opposizione parla di «ennesima dimostrazione da parte del sindaco e della giunta di mancato rispetto delle norme di legge, statutarie e regolamentari, dei consiglieri e delle loro prerogative, della trasparenza amministrativa e della corretta informazione dei cittadini e dell’opposizione», riferendosi ad altre asserite irregolarità che secondo la minoranza sono state commesse dall’amministrazione «nel breve periodo di appena 70 giorni» (vengono citati il bilancio consuntivo approvato oltre i termini, il mancato deposito entro i termini della relazione di fine mandato, l’irregolarità della procedura di convocazione per il consiglio comunale del 26 e 28 giugno scorsi). In relazione al consiglio di oggi, che dovrebbe aprirsi con la discussione e approvazione delle Linee programmatiche 2023-2028, secondo Carlo Antonetti e i colleghi di minoranza è stato violato l’articolo del regolamento del consiglio che prevede che il programma deve essere “depositato almeno dieci giorni prima della seduta consiliare prevista”. «Detto documento», scrivono, «è stato allegato all’avviso di convocazione del consiglio inviato il 25 luglio e, quindi, oltre il termine perentorio previsto dalla norma che risulta evidente sia fissato per consentire di poter esaminare con il giusto e necessario approfondimento un documento così complesso e importante per la città». Secondo l’opposizione «vi è di più! L’amministrazione, nel goffo e assurdo tentativo di mascherare e sanare strumentalmente l’inadempimento, in data 21 luglio aveva inviato ai consiglieri a mezzo Pec una bozza di documento programmatico, ovviamente diversa da quella definitiva». La lettera si chiude così: «Riservando tutte le necessarie azioni dinanzi alle competenti autorità, nessuna esclusa, e stigmatizzando il comportamento dell’amministrazione, noi sottoscritti capigruppo dell’opposizione chiediamo il rinvio del consiglio del 31 luglio 2023 ad altra data».
LA REPLICA. Il sindaco ha replicato così: «Per l'ennesima volta i consiglieri di minoranza, che evidentemente pensano di essere ancora in campagna elettorale, con polemiche strumentali continuano ad attaccare questa maggioranza su questioni che sono state già ampiamente chiarite e superate, a partire dall'approvazione del bilancio consuntivo e dalla legittimità della convocazione di tutti i consigli comunali, denotando un'estrema difficoltà a discutere dei temi e preferendo così avvitarsi su presunti errori di forma». Sulla questione specifica delle linee programmatiche D’Alberto scrive: «Abbiamo sempre agito nella massima trasparenza, depositando il documento nei tempi previsti, ma se questo tempo non è stato sufficiente per la minoranza per un’attenta lettura del documento o per l’incapacità di confrontarsi sui temi del mandato, è possibile rinviare solo tale punto e discuterlo in un momento successivo, quando tutto il consiglio, in particolare la minoranza, avrà avuto modo di meglio comprendere i contenuti e giungere finalmente a un confronto sulle questioni importanti che riguardano la nostra città. Questo anche alla luce del fatto che si tratta di un documento politico che non ha alcun termine perentorio. Non possiamo però non stigmatizzare la polemica, assolutamente infondata, sollevata dall'opposizione consiliare, che ancora una volta prova a far saltare un consiglio comunale anziché essere attenta alle esigenze dei cittadini».
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