L’ordine di Brucchi «Stop alle polemiche lavoriamo e basta»

Il sindaco chiede ai suoi di non mettere più in piazza i problemi e di tenere riservate le tensioni interne
TERAMO. «Pensiamo a lavorare perché è quello che interessa ai cittadini». L'appello del sindaco Maurizio Brucchi è rivolto alla maggioranza riunita martedì pomeriggio dopo le tensioni affiorate sulla proposta di delibera che avrebbe aumentato i costi per il servizio di tesoreria del Comune. L'atto è destinato all'annullamento ma Brucchi, pur non facendo riferimento alla polemica tra il suo ex vice Alfonso Di Sabatino Martina e l'assessore alle finanze Eva Guardiani, ha voluto riallineare i paletti dei rapporti interni alla coalizione. «Non è stato un richiamo, non faccio il professore», spiega, «ma mettere in piazza problemi e criticità non serve e soprattutto non interessa ai cittadini». La dialettica anche animosa va bene, ma va esaurita tra le quattro mura della maggioranza. «Dobbiamo tirare una linea e tutto quello che è accaduto fino ad oggi deve restare sotto», avverte il primo cittadino, «il sindaco, gli assessori, i consiglieri e gli uffici possono sbagliare, ma non per questo gli errori vanno sottolineati».
Brucchi rivendica i meriti dell'amministrazione nei sette anni in cui l'ha guidata. «Abbiamo realizzato tanto, risolto molti problemi, ci sono cantieri aperti in tutta la città», osserva, «non possiamo perderci dietro a chi ha fatto di più o di meno». Il mancato rimpasto di gennaio, secondo lui, non c'entra con le continue fibrillazioni della maggioranza. «Ho dato il mio punto di vista rispetto al quale ognuno assume le proprie responsabilità», conclude Brucchi, «ma anch'io trarrò le mie determinazioni».
Le tensioni, che il sindaco cataloga come "chiarimenti", non sono mancate neppure durante la riunione di martedì. Quelle tra Di Sabatino Martina ed Eva Guardiani sono tutt'altro che sopite. Il consigliere replica all'assessore sui "vetri rotti" che lei avrebbe trovato in Comune. «E' in grado di distinguerli dai cristalli?», contrattacca l'ex amministratore, «qualcosa comunque ha rotto a giudicare dall'ultima vicenda sulla tesoreria». Di Sabatino sottolinea che il provvedimento è stato ritirato perché lui ha mosso rilievi sull'aumento dei costi. «Ho fatto considerazioni nell'interesse dei cittadini», spiega, «senza le quali l'atto sarebbe stato approvato in modo asettico». Il consigliere ribadisce di non essere interessato al posto di Eva Guardiani: «Ho rinunciato al suo assessorato un mese e mezzo fa, verso di lei ho sempre avuto un atteggiamento di distensione, finché ho capito che i suoi comportamenti non corrispondevano ai miei».
Per Di Sabatino, che durante la riunione di lunedì ha avuto "chiarimenti" anche con l'assessore Rudy Di Stefano e Giambattista Quintiliani, entrambi del gruppo che fa capo la Paolo Gatti come Eva Guardiani, il «sillogismo brucchiano» per giustificare i problemi della maggioranza è riduttivo. «Non si può risolvere tutto evitando la spettacolarizzazione dei conflitti interni e scaricando le responsabilità sulla dirigenza», conclude, «una maggiore puntualità degli assessori farebbe da filtro anche rispetto alle inefficienze della struttura amministrativa».
Gennaro Della Monica
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