L’ospedale nuovo costerà 250 milioni

La Asl costituisce una commissione per valutare la proposta di project financing dell’impresa Pizzarotti di Parma
TERAMO. La Asl scalda i motori per la costruzione del nuovo ospedale. E’ stato infatti costituito il gruppo di lavoro che studierà l’unica proposta di project financing arrivata finora, prestenta da una grande e storica impresa edile, la Pizzarotti di Parma. Le altre sono semplici manifestazioni di interesse che non verranno prese in considerazione dalla commissione presieduta dal direttore amministrativo Maurizio Di Giosia, in qualità di Rup (responsabile del procedimento) di questa prima fase.
Il procedimento è partito per effetto della delibera della giunta regionale 315 del 18 maggio 2018 «per l’analisi del progetto e per l’esame del piano economico finanziario e dei suoi rilevanti profili di complessità», si legge in una nota della Asl, «la normativa impone alla amministrazione di valutare nel termine di tre mesi, l’eventuale fattibilità della iniziativa proposta».
Il valore dell’opera – informa la nota della Asl è di circa 250 milioni, per 600 posti letto, da realizzarsi a Piano d’Accio. «Dei 250 milioni una quota sarebbe messa dalla Asl, cioè gli 82 milioni previsti dal ministero della Salute a cui eventualmente si aggiungeranno altre somme», spiega Di Giosia, «e il resto sarebbe a carico del privato. Quest’ultimo in cambio percepirebbe un affitto per 25 anni. Il progetto che stiamo vagliando prevede un ospedale a raggiera attorno a un corpo centrale. Sarebbe di altezza decisamente minore rispetto al Mazzini. A questo proposito, ovviamente, risponderebbe a tutti gli standard di sicurezza, sia sismica che antincendio. Per la tempistica, sarebbe realizzato in quattro anni dall’aggiudicazione che seguirà al bando di gara».
Il gruppo di lavoro è costituito da dirigenti – di area medica e amministrativa – e da personale qualificato, che ha seguito particolari corsi per specializzarsi nel partenariato pubblico-privato. Inoltre saranno coadiuvati da esperti esterni. Tutti «dovranno affrontare tutti gli aspetti giuridici, tecnici ed economici legati alla proposta e solo nella ipotesi di un esito positivo di tutti i controlli e confronti, potrà essere avviata la vera e propria gara d’appalto», si legge nella nota della Asl che specifica anche come «nelle more dovrà essere perfezionato l’iter del finanziamento che, sebbene sancito in atti ufficiali, non si è ancora definitivamente concluso».
«Il nostro compito», specifica ancora il direttore amministrativo, «è chiarire se la proposta corrisponda ai requisiti e se sia vantaggiosa per la Asl e quindi per tutti i cittadini teramani. Valuteremo in sostanza se il progetto rappresenta l’ospedale ideale per rispondere ai futuri bisogni di salute e di sicurezza dei teramani».
Il riferimento di Di Giosia è a una sanità in continua evoluzione, che impone standard sempre più alti per rimanere competitivi e fornire prestazioni di livello. L’altro riguarda la sicurezza: il Mazzini non risponde più agli standard sia per le norme antincendio (il che obbliga la Asl a spese stratosferiche per supplire alle carenze) sia sismici. Gli indici di resistenza, nei casi migliori, non vanno oltre lo 0,3 nella scala di valori che identifica con 1 il valore massimo di antisismicità. Il risultato “migliore” è dell’ex sanatorio, che si attesta allo 0,34. I due blocchi dell’ospedale invece stanno peggio: 0,095 del primo lotto e 0,073 del secondo.
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