L’osservatorio astronomico raddoppia

2 Settembre 2017

La struttura di Collurania unificata con Campo Imperatore, l’11 inaugurazione con il ministro Fedeli

TERAMO. Nasce l'osservatorio astronomico d'Abruzzo, che sarà inaugurato a Teramo nella struttura di Collurania il prossimo 11 settembre con la visita, in programma alle 10, del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Valeria Fedeli. «La visita avviene in occasione della promozione del vecchio osservatorio astronomico di Teramo in osservatorio d’Abruzzo in quanto i due osservatori abruzzesi dell’Inaf – quello di Collurania e quello di Campo Imperatore – sono stati unificati», spiega Roberto Buonanno, direttore dell’osservatorio, «si tratta di un passo decisivo per l’Abruzzo che conferma la sua vocazione di regione che ospita importanti enti di ricerca». L'osservatorio di Campo Imperatore nacque nel secondo dopoguerra, su iniziativa del duca Francesco Rivera, come stazione osservativa di alta montagna. L’osservatorio di Teramo, invece, fu fondato dall'astronomo Vincenzo Cerulli, che lo fece costruire a Collurania tra il 1890 e il 1891, sui terreni di proprietà di famiglia. Entrambe le strutture, ora unificate, sono coinvolte da tempo in importanti attività di ricerca scientifica. Alla cerimonia d'inaugurazione prenderanno parte il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il rettore dell’università di Teramo Luciano D’Amico, il presidente dell’Inaf Nicolò D’Amico e il rettore del Gran Sasso Science Institute (Gssi) Eugenio Coccia, oltre al ministro. Non mancheranno, in rappresentanza degli studenti del territorio abruzzese, gli alunni dell’Istituto comprensivo Savini - San Giuseppe - San Giorgio e i ragazzi del liceo scientifico Einstein, impegnati nel progetto di alternanza scuola-lavoro all’osservatorio. Saranno loro ad accogliere e guidare nella visita alle strutture didattiche di Collurania prima le autorità e, a seguire, il pubblico. La cerimonia con il taglio del nastro e l’apposizione della firma verrà trasmessa in diretta streaming sul portale “Media Inaf”.
Chiara Di Giovannantonio
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