L’Osservatorio: «Persi altri 9 mesi per salvare l’acqua del Gran Sasso»

11 Agosto 2020

TERAMO. Sulla messa in sicurezza dell’acqua del Gran Sasso si continua a perdere tempo e i problemi – ben conosciuti da molti anni – restano irrisolti. È quanto afferma l’Osservatorio indipendente...

TERAMO. Sulla messa in sicurezza dell’acqua del Gran Sasso si continua a perdere tempo e i problemi – ben conosciuti da molti anni – restano irrisolti. È quanto afferma l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso – costituito da numerose associazioni ambientaliste e civiche – che in una nota dice di sentirsi «disarmato davanti alla lentezza e alla superficialità con cui la classe dirigente locale, regionale e nazionale affronta da 20 anni la vicenda della messa in sicurezza del Gran Sasso», tanto che i suoi rappresentanti dicono di essere «stanchi di continuare a emettere comunicati i cui contenuti sono sostanzialmente sempre uguali». L’Osservatorio ricorda di avere sempre sollecitato gli amministratori regionali e locali ad assumere un ruolo attivo in questa vicenda, «per cui oggi appare surreale la meraviglia del presidente della Regione e del sindaco di Teramo che nei giorni scorsi sembrano essersi accorti dei ritardi nella gestione della fase commissariale». Dopo più di un anno dalla sua istituzione, avvenuta con il decreto legge n. 32 dell’aprile 2019, il presidente della Regione Marco Marsilio – riferisce l’Osservatorio – «ha riunito per la prima volta la cabina di coordinamento da lui presieduta con compiti di comunicazione e informazione nei confronti delle popolazioni interessate, di coordinamento tra i diversi livelli di governo coinvolti e di verifica sullo stato di avanzamento degli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. Nel frattempo, in perfetta continuità con il suo predecessore Luciano D’Alfonso, si è ben guardato dal coinvolgere la società civile in questo processo impedendo alle associazioni di partecipare a questo tardivo incontro. Anche il sindaco di Teramo, nonché Presidente Anci Abruzzo, sembra aver preso finalmente contezza del problema e ha dichiarato di “prendere atto” dei ritardi. A entrambi verrebbe da dire: “Ben svegliati! Un po’ tardi, magari…”».
Le gestioni commissariali, secondo l’Osservatorio indipendente, non sono la soluzione, tanto che lo stesso organismo ha sempre «suggerito che ad occuparsi della questione fossero coloro che hanno avuto dai cittadini abruzzesi il mandato a governare, magari proprio il presidente della Regione Marsilio attraverso un atto di piena assunzione di responsabilità politica. Si è preferito fare altro». L’organismo indipendente ricorda anche di avare fin da subito evidenziato i ritardi che si andavano accumulando fin dalla nomina di Corrado Gisonni come commissario: «Oggi ci si accorge che dopo i mesi di ritardo accumulati per la nomina, ne sono stati accumulati altri 9 dopo la nomina e il commissario ancora non ha né una struttura, né una sede: per la verità lo si sapeva da tempo visto che lo aveva evidenziato lo stesso commissario a Teramo nella sua prima uscita pubblica nel febbraio scorso e l’Osservatorio lo aveva ribadito l’11 giugno scorso dopo un incontro con il commissario a L’Aquila». Nel frattempo i problemi restano irrisolti. Tra questi l’Osservatorio cita le sostanze pericolose che continuano a stare nel laboratorio di fisica; la mancata individuazione di una strategia da adottare per isolare gallerie e laboratori dall’acquifero; il fatto che si continuano a buttare 100 litri di acqua al secondo prelevati dai punti di captazione intorno ai Laboratori e nel frattempo si va alla ricerca di nuove sorgenti in quota da captare senza alcun rispetto dei più elementari principi di sostenibilità.