L’ufficio speciale va sotto esame La Regione manda tre ispettori

Annuncio di Lolli al tavolo istituzionale con sindaci e parlamentari, gli esperti arriveranno domani Dovranno accertare le cause dell’inefficienza dell’Usr prima della riunione riconvocata per venerdì
TERAMO. L’ufficio speciale per la ricostruzione finisce sotto esame. I risultati inconsistenti e le pressioni dei sindaci più che insoddisfatti della gestione delle pratiche post sisma hanno indotto il presidente vicario della Regione Giovanni Lolli ad annunciare verifiche nella struttura teramana guidata dal direttore Marcello D’Alberto. L’avvio dell’ispezione, per accertare cosa non funziona nell’ufficio tanto contestato, è stato uno degli elementi emersi dal confronto tra il governatore pro tempore, i primi cittadini e i parlamentari che fanno parte del tavolo istituzionale per l’emergenza terremoto.
SETTE GIORNI. Domani, dunque, nella sede dell’Usr in via Cerulli Irelli che ospita anche il genio civile, arriveranno il dirigente al personale della Regione e due esperti, che Lolli ha descritto come sindaci e tecnici già impegnati con gli adempimenti successivi al sisma aquilano del 2009, incaricati di accertare le cause della lentezza nello smaltimento delle pratiche relative al ripristino delle abitazioni rese inagibili dalle scosse di due anni fa. Lolli ha sottolineato che, da quando si è insediato alla guida della Regione due mesi e mezzo fa, ne sono state licenziate appena quattro dall’ufficio teramano. I numeri, insomma, non lasciano spazio a dubbi o ulteriori indugi. L’Usr non funziona, al di là delle spiegazioni finora fornite dal direttore, e durante la prossima settimana gli ispettori dovranno fornire una diagnosi esatta del problema. Sarà poi il tavolo istituzionale, riconvocato per venerdì prossimo, a concordare la terapia. Lolli si rimetterà anche al parere dei sindaci, non tutti concordi sul fatto che la defenestrazione del direttore sia la mossa più opportuna con le elezioni alle porte e un prevedibile cambio del governo regionale.
DECISIONE UNANIME. A evidenziare la necessità di una soluzione condivisa è stato il primo cittadino teramano Gianguido D’Alberto. «Su un tema del genere vanno evitati i tatticismi politici», conferma, «qualsiasi decisione va presa all’unanimità, anche perché il problema non si risolve limitandosi a individuare un capro espiatorio». Per D’Alberto i risultati dell’Usr sono «senza appello» e la verifica degli ispettori non sposterà il giudizio fortemente negativo sull’attività svolta finora dalla struttura. «I una settimana non può cambiare nulla», afferma il sindaco, «abbiamo già superato il tempo limite della sopportazione». I dati sono impietosi e al di là di quanto accerteranno gli esperti già certificano il «fallimento dell’ufficio speciale». D’Alberto però non getta la croce addosso solo all’omonimo direttore, a cui addebita soprattutto l’aver subìto un assetto sbagliato in partenza dell’Usr, ma ravvisa nella cronica inefficienza di quest’ultima un’innegabile responsabilità politica. «La colpa è anche di chi», spiega riferendosi alla Regione, «non ha messo l’ufficio nelle condizioni di lavorare al meglio». Resta poi irrisolta, sempre a detta del primo cittadino, tutta la problematica normativa legata alla proroga dello stato di emergenza, al maggior peso da riconoscere al cratere teramano e allo snellimento delle procedure per la ricostruzione “leggera”.
IL MANDANTE POLITICO. Per la pattuglia grillina presente al tavolo e formata dai parlamentari Fabio Berardini e Antonio Zennaro e dai consiglieri Cristiano Rocchetti e Pina Ciammariconi l’arrivo degli ispettori non può essere interpretato che in un modo: «dopo due anni la Regione ha ammesso il proprio fallimento nella gestione e nel controllo dell’Usr». Per il Movimento 5 stelle, dunque, l’ente a cui fa capo l’ufficio ha la piena responsabilità politica delle sue inadempienze. «Dopo le nostre sollecitazioni finalmente si muove qualcosa, ma abbiamo perso due anni», afferma Zennaro, «anche durante la riunione abbiamo ribadito la possibilità, da parte della Regione, di inviare urgentemente personale all’Usr». L’invito di Lolli ai sindaci a visitare gli uffici sisma delle altre regioni non va già a Berardini. «Avrebbe già dovuto farlo lui», conclude, «diversi mesi fa».
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