L’ultimo no dei prof alla riforma Renzi «È un vero disastro»

Manifestazione sotto all’ufficio scolastico provinciale Chieste modifiche al decreto a poche ore dall’approvazione
TERAMO. «Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. No Ddl scuola». Queste le parole riportate su uno dei tanti cartelloni esposti sotto la sede dell'ufficio scolastico provinciale dalle insegnanti che ieri si sono riunite in largo San Matteo per protestare contro la riforma della scuola del governo Renzi. «I docenti chiedono modifiche urgenti e importanti al Ddl scuola che con ogni probabilità domani (oggi, ndc) sarà approvato. Siamo qui a esprimere il nostro “no" a questa riforma, un vero disastro», hanno spiegato alcune insegnanti presenti. Mirella Pirozzi, Paola Cipriani, Virginia Piotti e Francesca Sanlorenzo mentre reggevano un lungo striscione nero con su scritto “Scuola statale patrimonio nazionale” assieme a una cinquantina di colleghi, hanno precisato che la nuova riforma «non ha niente di innovativo». Quel che riscontrano, invece, è «uno strapotere dato ai presidi che organizzano l'offerta formativa, scelgono i docenti da albi territoriali e non da graduatorie di merito». E mentre ribadiscono «la necessità di una scuola libera, democratica e inclusiva», non dimenticano i precari, aggiungendo che, ad esempio, «tanti docenti abilitati con scienze della formazione primaria secondo il vecchio ordinamento, tra il 2008/2009 e il 2010/2011, sono stati tagliati fuori dal Ddl e non se ne parla. Si tratta di persone abilitate anche al sostegno, particolarmente importante nella scuola. O vogliamo parlare di quelli del tirocinio formativo attivo?».
Chiara Di Giovannantonio
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