L’ultimo saluto a Lisciani il papà dei giochi educativi

17 Gennaio 2022

La celebrazione del vescovo e le parole del giornalista Gianni Gaspari: «Con tutto quello che hai saputo costruire, ci lasci un’eredità immensa»

TERAMO. Se potesse ascoltare quello che in chiesa ricorda il suo amico Gianni Gaspari, indimenticato giornalista Rai del Tg2, Giuseppe Lisciani di certo penserebbe a quanto siano serviti tutti gli anni passati a inseguire un mondo migliore con gli occhi dei bambini. Sul sagrato del Duomo di Teramo, al termine di una cerimonia funebre in cui in tanti hanno salutato per l’ultima volta “Peppe” – lo storico editore, pedagogista, insegnante e fondatore della Lisciani l’azienda di Sant’Atto conosciuta in tutto il mondo per i libri e i giochi per i più piccoli stroncato da un malore a 81 anni – Gaspari sceglie parole che vanno dritte al cuore: «Ci lasci un’eredità immensa con tutto quello che hai saputo costruire, con tutti i libri che hai scritto, con tutti i libri che hai pubblicato, con tutte le tue parole, con tutte le tue realizzazioni, con il tuo culto dell’amicizia, con tutte le tue lezioni e con tutti i tuoi giochi. Ci ricorderanno sempre che i bambini ci guardano e che la linfa del futuro si accende sempre con la forza della cultura, il potere dei sogni e i voli della fantasia».
E poi il ricordo della condivisione dei primi passi mossi insieme nel mondo del giornalismo, le parole scelte con cura a cesellare la figura della moglie Sofia «moglie e madre eccezionale che ha dato un contributo importantissimo con il suo ininterrotto impegno, con la sua illuminata vicinanza, con i suoi preziosi consigli e con la sua grande umanità». Un legame di grande amicizia quello tra Lisciani e Gaspari, con quest’ultimo che negli anni Ottanta, insieme a Renato Minore, è stato tra i curatori di una collana di testi per l’infanzia nata dal sodalizio letterario tra Lisciani e Giunti che si chiamava “C’era non c’era” con i migliori nomi della letteratura italiana: solo per citarne alcuni Alberto Moravia, Giovanni Arpino e Giuseppe Pontiggia. «Peppe ha lasciato il segno in ogni cosa che ha fatto», dice ancora Gaspari, «sempre fedele a un’idea: realizzare un mondo alla portata dei bambini tra conoscenza e gioco».
E tutte le mamme e i papà del mondo, ma anche chi non è genitore, almeno una volta o tante volte hanno comprato un gioco della Lisciani per un figlio, un nipote, il bambino degli amici. Senza contare le donazioni uscite dall’azienda di Sant’Atto: laddove ci sono state situazioni di particolare sofferenza e emergenza i giochi e libri della Lisciani sono arrivati gratis per volontà di Giuseppe e di tutti quelli che con lui hanno condiviso l’attività professionale. A cominciare dai figli Franco, Davide e Alessandra che, dice Gaspari, «hanno già fatto vedere e avranno modo di far vedere ancora quel valore che il padre aveva riconosciuto in ognuno di loro». La messa è stata celebrata dal vescovo Lorenzo Leuzzi. In chiesa, tra i tanti, anche i dipendenti e i collaboratori dell’azienda e a nome della città di Teramo il primo cittadino Gianguido D’Alberto. E poi naturalmente, anche se non presenti fisicamente, tutti i bambini che con Lisciani hanno scoperto il mondo.
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