L’ultimo sogno di David: le ceneri in mare

Remigio ha fatto la stessa scelta del compagno di sventura. In contemporanea i funerali a Pescara
PESCARA. Il silenzio. Colpisce questo, più della folla, nella chiesa di Sant’Andrea dove David Remigio a 44 anni giace dentro una bara di rovere bianco coperto da due cuscini di rose bianche e rosse. La sua gioia di vivere adesso è ai piedi di quella bara, nelle foto che lo ritraggono sul surf, in mezzo agli squali, sulla neve.
Accanto a lui non ci sono i genitori, troppo dolore per Anna e Tonino che in tutti i modi sono andati dietro a quel figlio così pieno di vita prima che la maledetta slavina sul Gran Sasso lo travolgesse con tutti i suoi progetti all’una di domenica mattina. Ma ci sono la sorella Letizia con il marito Roberto e le figlie Elettra e Carola, che proprio ieri compiva dieci anni e che insieme alla sorella aprono e chiudono la cerimonia funebre con le lettere indirizzate allo zio. «Di zio David voglio ricordare soprattutto il sorriso», legge Elettra, «ripetevi spesso che ti sarebbe piaciuto morire al mare o in montagna». Così è stato, e così dice anche padre Costante Baron quando recita il vangelo in cui l’apostolo Giovanni racconta la morte di Gesù sulla croce e termina scrivendo «Tutto è compiuto».
Scendono i brividi tra i banconi della chiesa dove si alternano gli amici del mare di David, quelli della pallanuoto e di tutto il mondo sportivo pescarese, i ragazzi delle scuole sci di Passo Lanciano e Roccaraso, i medici, tanti quelli dell’ospedale civile, da sempre clienti dell’agenzia assicurativa Assimedica di via Monte Faito aperta quarant’anni fa dal padre Tonino e in cui lavorava anche David; i vicini di casa. Anche David, come il suo compagno di sventura, Pino Sabbatini, sarà cremato, come aveva sempre detto, e le sue ceneri saranno sparse nel mare a bordo del suo gommone. La cerimonia quasi certamente è giovedì, nel primo pomeriggio al porto turistico.
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