«L’unico piano spiaggia valido è regionale»

Il sindacato balneatori replica al Comune e lo accusa di aver sbagliato le misure delle concessioni
GIULIANOVA. «L’ultimo atto valido è quello emanato dalla Regione, e non quello comunale come sostiene il Comune di Giulianova. E, comunque, il piano demaniale marittimo comunale giuliese si fonda su inesattezze, come le misure sbagliate degli stabilimenti balneari». Non si arrende Domizio Scilli, del Sindacato italiano balneatori, e replica così alle affermazioni di Fabio Ruffini, assessore al demanio.
Secondo il Comune, infatti, dopo le verifiche effettuate dagli uffici tecnici, il piano marittimo risulta conforme e dunque, a dispetto di quello che aveva detto la Regione lo scorso ottobre, non bisogna adeguarlo a quello regionale. In settimana, gli uffici comunicheranno il responso alla Regione. «Innanzitutto», spiega Scilli, «nel piano demaniale comunale sono stati fatti tagli alle concessioni che superano i 70 metri e non i 100, come dichiarato da Ruffini. In secondo luogo, tutto il piano, compresa la variante portata in consiglio successivamente, si basa su misure sbagliate. Dopo l’approvazione del piano, addirittura, fu il Comune stesso a chiamare quattro tecnici esterni per effettuare le corrette misurazioni. Quelle misure, però, vennero ignorate».
Secondo Scilli, poi, è la Regione ad avere l’ultima parola e il Comune deve sottostare a quello che essa dice. «L’ultimo atto valido», continua il sindacalista, «è quello della Regione. Non conta dire che il piano comunale è stato approvato precedentemente. Ora il Comune sostiene che il piano comunale è esatto per non ammettere di aver speso soldi inutilmente». Scilli, nell’ottobre 2012, presentò inoltre una serie di osservazioni alla variante del piano demaniale marittimo comunale, che poi venne approvato, nella sua variante, in consiglio comunale nel luglio del 2015. Nelle osservazioni, Scilli faceva presente appunto l’erroneità delle misurazioni, dicendo, ad esempio, che una delle nuove otto concessioni previste nel piano, la numero 3, insiste su un canale di scolo a mare. Scilli, inoltre, chiedeva l’annullamento delle riduzioni delle concessioni previste nel piano comunale.
«Il piano demaniale marittimo regionale», si legge nelle osservazioni, «stabilisce la percentuale di spiagge libere di ogni comune nella misura del 20%, inserendo la salvaguardia delle situazioni e del fronte delle concessioni esistenti. Visto che attualmente la percentuale di spiagge libere sul litorale giuliese supera il 25%, si chiede l’annullamento delle riduzioni». L’ultima parola, ora, spetterà alla Regione. (mt)
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