«L’Unipol non paga? Ce lo aspettavamo»

15 Gennaio 2019

Mosciano, il Comune si prepara al contenzioso per incassare la polizza per il recupero del teatro

MOSCIANO. Il Comune aveva già messo nel conto che la Unipol Sai avrebbe fatto resistenza sul pagamento della polizza fideiussoria chiesta dalla stessa amministrazione civica in seguito alle presunte inadempienze della Cobeco Costruzioni, l’impresa con cui ha stipulato una convenzione per la ristrutturazione del cinema teatro Acquaviva e del belvedere. Il Comune si prepara quindi a un lungo contenzioso, certo delle proprie ragioni. L’ente ha inviato una nota in cui ricorda che consiglio del 29 dicembre scorso ha votato all’unanimità «una delibera in cui è stata ribadita l’obbligatorietà dell’azione intrapresa sulla base degli atti prodotti. Inoltre, nello stesso documento, l’amministrazione comunale non si è sottratta dal mettere in conto i tempi di un’eventuale resistenza al pagamento da parte della compagnia assicurativa». La Unipol, nella nota invita al Comune in cui fa sapere che non intende pagare la polizza, sottolinea che, per al sua posizione contrattuale, ha prima di tutto il dovere di tutelare chi ha versato la fideiussione, cioè la Cobeco, e anche per questo motivo ha dichiarato o di non poter accettare la richiesta del Comune senza prima verificare se sia effettivamente fondata in base ai termini della convezione con la Cobeco.
«È importante sottolineare», osserva adesso il Comune di Mosciano, «che la stessa Unipol Sai sostiene di doverne indagare il fondamento, a conferma del fatto che le cose non sono così chiare e a favore della Cobeco, come si vorrebbe far credere. Quella dell’assicurazione è innegabilmente una nota di parte e, come tale, non è, e non potrà essere portatrice della verità, né tantomeno può giustificare una ditta il cui comportamento in questa vicenda è stato caratterizzato da superficialità e annosi ritardi. La Cobeco parla di disponibilità all’immediata esecuzione dei lavori, ma la superficialità e i ritardi avuti dalla ditta testimoniano l’esatto contrario. Ed è bene ribadire che di questa presunta disponibilità, si è parlato a tempo abbondantemente scaduto e solo nell’ultima fase della controversia, e comunque sempre in assenza di idonea documentazione a supporto e pertanto non procedibile». La Cobeco, come è noto, sostiene l’esatto contrario e ritiene che sia il Comune ad essere inadempiente. La questione quindi rimane apertissima, non solo sul diritto del Comune di chiedere il pagamento della polizza fideiussoria, ma anche sulla sua entità: l’Unipol, infatti, considera esagerata la somma di 734mila euro chiesta dall’amministrazione moscianese perché di gran lunga superiore a quella richiedibile in base ai termini della convenzione. (red.te)
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