L’urlo di 80 attività chiuse: «Fateci tornare al lavoro»

All’iniziativa “Roseto Riapre” hanno aderito ristoranti, pub, bar e palestre Il loro è stato un gesto simbolico: luci tenute accese fino alle ore 22 nei locali
ROSETO. Circa 80 attività tra ristoranti, pub, pizzerie e palestre hanno partecipato alla manifestazione pacifica di giovedì sera “Roseto Riapre”. Il loro un gesto simbolico, le luci accese fino alle 22, per cercare di smuovere le istituzioni dopo un anno di chiusure. Altre venti attività commerciali tra negozi, estetiste e parrucchieri, hanno appoggiato in pieno l'iniziativa.
Uno dei promotori, Pino Pietrinferni, titolare del Victory pub, si dice soddisfatto: «Non mi aspettavo una partecipazione così cospicua, è la prima volta che vedo le attività commerciali unite qui a Roseto per una causa più che giusta». In tantissimi hanno postato sui social la loro foto con in mano il volantino della manifestazione e nel giro di poche ore hanno avuto centinaia di visualizzazioni e condivisioni. Sul volantino c’era scritto: «Un anno chiusi, un anno dimenticati, un anno senza dignità, un solo modo per farci sentire. Giovedì 15 aprile tutti aperti per la nostra dignità». Francesco Auricchiella, giovane ristoratore, titolare del Bistrot 24, giovedì avrebbe festeggiato due anni di attività. «Mai nessuno pensa al fatto che dietro a un attività come questa c’è un mondo», dice, spiegando: Un ristorante che non lavora non compra la carne, la farina, le uova, il vino e altro, i fornitori che ci fanno con la roba che non vendono? Un bar che non compra il caffè, i cornetti, le caramelle, i fornitori che ci fanno? Ma soprattutto, nessuno pensa che dietro le attività ci sono delle famiglie. Io sono fortunato perché ho una moglie che fa tutt’altro mestiere e una famiglia che un sostegno me lo può dare. Ma le cosiddette attività a gestione familiare, di cosa dovrebbero campare? Chi li aiuta? Queste secondo me sono le domande che chi sta in alto dovrebbe farsi».
Anche Luca Valle di “Anima Concept Pizza” ha partecipato all’iniziativa: «È una manifestazione pacifica lanciata da grandi e piccoli imprenditori che ormai sono stufi dei continui rinvii, delle false promesse, dei ristori ridicoli e di essere continuamente catalogati come il male della società. Abbiamo speso soldi per la prevenzione, per il distanziamento, per i vetri divisori e per gli igienizzanti, ma nonostante tutto questo abbiamo comunque dovuto chiudere i locali. La nostra categoria, come tante altre, è ormai stufa e ha urgente bisogno di riaprire garantendo il pieno rispetto delle regole».
Oltre ai ristoranti hanno aderito anche i bar, colpiti duramente dalle chiusure come i ristoranti, le pizzerie e i pub. «Io ho un’attività piccola”, spiega Mattia Ciuffardelli, titolare di “Al baretto da Ciuffy”, «e ho difficoltà, ma penso a quelle attività grandi che sono nella disperazione, alcune rischiano anche la chiusura definitiva».
Senza dimenticare le palestre, tra le attività più colpite e con un futuro ancora poco chiaro. «Abbiamo aperto solo d’estate», sottolinea Vincenzo Poliandri, titolare della palestra “Medisport” a Campo a Mare insieme ad Andrea Di Sante, «ma si sa che con il caldo la nostra attività subisce un calo consistente anche quando le cose vanno bene. Ci siamo sentiti abbandonati, noi e i nostri clienti. Speriamo che a breve ci facciano riaprire».
La manifestazione pacifica è stata sostenuta con forza anche dall’associazione commercianti “Assorose”, dal sindaco Sabatino Di Girolamo, dagli assessori e da tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, e da varie associazioni. Tutti hanno una speranza: che si possa riaprire definitivamente stavolta, rispettando tutte le regole, per tornare a un minimo di normalità.
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