La 15enne conferma le accuse al branco

22 Marzo 2017

È stata ascoltata dal giudice in audizione protetta, otto coetanei denunciati per tentata violenza

TERAMO. La vittima davanti al giudice conferma le accuse. E’ stato l’incidente probatorio che si è svolto ieri mattina all’Aquila ( chiesto dal pm Antonio Altobelli e concesso dal gip Cecilia Angrisano) a segnare una nuova tappa giudiziaria di una vicenda tanto dolorosa quanto emblematica di un fenomeno che le statistiche ormai da tempo danno in preoccupante aumento.

Il caso è quello recente della 15enne studentessa teramana che per mesi sarebbe stata perseguita, palpeggiata, minacciata e rapinata da otto coetanei compagni di scuola. La ragazza è stata ascoltata alla presenza di uno psicologo, così come previsto dalle norme. Un’audizione fatta per cristallizzare la testimonianza in un iter giudiziario che si annuncia complesso. Come lo sono tutti quelli che riguardano i minori.

La storia risale a qualche mese fa e prima di Natale ha avuto il suo epilogo da codice penale. Dopo aver subito le angherie del branco, la giovanissima ha superato paura e vergogna per raccontare tutto a mamma e papà che (assistiti dall’avvocato Antonella Galizia) si sono rivolti ai carabinieri facendo scattare l’indagine della procura dei minori dell’Aquila conclusa con otto studenti quindicenni denunciati per tentata violenza sessuale e rapina: per due di loro sono arrivate anche delle ordinanze di custodia cautelare di permanenza a casa con la possibilità di andare a scuola, così come previsto per i minori.

Tutto è cominciato nei primi giorni dell’anno scolastico, quando i genitori della ragazza si sono presentati dai carabinieri per denunciare quanto raccontato dalla figlia. Perchè la ragazzina ha trovato il coraggio e la forza di confidarsi con loro per dire che la sua vita era diventata un inferno da quando quel gruppo di ragazzi che frequenta il suo stesso istituto non la lasciava più in pace. L’aspettavano fuori scuola, le avevano portato via soldi e cellulare, ma soprattutto in più occasioni l’avevano toccata in varie parti del corpo, l’avevano spintonata, l’avevano minacciata di non parlare.

Il racconto della ragazza, che dopo la denuncia ha ripetuto le sue accuse ai carabinieri, ha fatto scattare le indagini dei militari della compagnia di Teramo agli ordini del maggiore Riziero Asci. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Iole Di Bonifacio, Nicola De Majo, Maria Teresa D’Innocenzo, Franco Patella, Luca Di Edoardo e Massimo Spaccasassi.(d.p.)

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